Attualità - 08 marzo 2026, 09:07

Non Una Di Meno, mobilitazione l’8 e 9 marzo per lo sciopero transfemminista

Due giornate contro violenza patriarcale e precarietà. "L'escalation autoritaria si abbatte sui nostri corpi, noi li usiamo per esistere ed esprimerci"

Due giornate di mobilitazione organizzate da Non Una Di Meno: l'8 e il 9 marzo, il coordinamento cittadino scende in piazza per il decimo sciopero transfemminista contro la violenza patriarcale, la precarietà lavorativa, la militarizzazione e i tagli al welfare. L’obiettivo è “fermare produzione e riproduzione”, invitando allo sciopero da lavoro produttivo e di cura, consumi e generi, con un programma ricco di dibattiti, azioni pubbliche e cortei.

Dalle 11 di oggi, domenica 8 marzo, all’Acquasola parte una mattinata di laboratorio e dibattito sull’8 marzo transnazionale, per esplorare femminismi globali e internazionalismo. Seguirà un picnic condiviso, laboratori artistici per striscioni e performance, musica, banchetti autoprodotti, una mostra fotografica e uno spazio bimbi per la cura condivisa. 

Giornata clou lunedì 9 marzo, con presidio e flash mob dalle 11.40 in largo Eros Lanfranco, davanti alla Prefettura, per contestare Governo e politiche repressive. 

"Ci troviamo davanti alla Prefettura di Genova per esprimere il nostro dissenso nei confronti dei continui attacchi del Governo all’autodeterminazione delle donne e di tutte le persone marginalizzate - scrivono sui social -.  Il governo da una parte introduce il consenso delle famiglie per poter somministrare percorsi di educazione sessuo affettiva nelle scuole, ma non lo prevede nell'ambito della proposta di legge sullo stupro. Dal DDL Bongiorno alla bocciatura della proposta sul congedo paterno paritario, dalla mancanza di riconoscimento dei caregiver familiari alla mancanza di finanziamenti ai centri antiviolenza, dai tagli ai consultori, al ddl Valditara che usa lo scudo del consenso delle famiglie per tenere fuori dalle scuole l'educazione sessuo affettiva (che probabilmente verrà votato in senato ad aprile). Dalla strumentalizzazione del razzismo in chiave di violenza di genere a leggi contro i femminicidi punitive e non preventive. L'escalation autoritaria si abbatte sui nostri corpi, noi li usiamo per esistere ed esprimerci".

In serata, previsto anche il corteo con raduno alle 18 in via Fanti d’Italia e arrivo in piazza Matteotti. Aperto a tutte, senza bisogno di tessere sindacali: basta aderire al vademecum di proposte per “disertare il patriarcato”.

Tra i partecipanti attesi: centri antiviolenza, comitati per la sanità pubblica, scuole con studenti e docenti, educatrici nido, ecologisti, spazi sociali, sindacati di base e collettivi LGBTQIA+. Regola: no bandiere, sì a cartelli e striscioni tematici, per una “marea” unitaria e visibile.

C.O.

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