Attualità - 10 marzo 2026, 08:00

Fiera del libro, Beghin: “Piazza Matteotti non si concede più se non rispettando criteri: è finita l’era delle grandi baracche"

Dopo la 'minaccia' degli organizzatori di annullare l’edizione, l’assessora al Commercio risponde: “Le strutture coprono la vista di Palazzo Ducale e non sono più compatibili con la tutela della piazza: se salta è una loro scelta”. Sul tavolo possibili alternative: prosecuzione su largo Lanfranco o Porto Antico

Fiera del libro, Beghin: “Piazza Matteotti non si concede più se non rispettando criteri: è finita l’era delle grandi baracche"

Dopo la protesta dei librai e la minaccia di cancellare l’edizione di primavera della Fiera del Libro di Genova, che quest’anno compie i suoi primi cent’anni, arriva la replica dell’amministrazione comunale. A intervenire è l’assessora al Commercio e al Turismo Tiziana Beghin, che chiarisce la posizione del Comune e respinge le accuse degli organizzatori.

"La questione è molto semplice", spiega Beghin a La Voce di Genova. "Loro sono stati trasferiti in piazza Matteotti in modo provvisorio quando erano iniziati i lavori dentro Galleria Mazzini per via delle infiltrazioni. Oggi i lavori sono conclusi, tant’è vero che Natale lo hanno fatto lì, e quella è la loro sede".

Secondo l’assessora, piazza Matteotti non potrà più ospitare l’evento con le modalità degli anni passati, anche per ragioni legate alla tutela del contesto monumentale. "In piazza Matteotti, tra le altre cose, anche per volontà di questa amministrazione e per osservanza delle prescrizioni della Sovrintendenza, non sarà più rilasciata a nessuno fondamentalmente. A nessuno, perlomeno se non rispettando alcuni criteri e requisiti di visibilità della piazza o di tempo limitato. Loro stanno venti giorni con quell’impalcatura, con quel baraccone di plastica sopra che impedisce la visuale di Palazzo Ducale e quindi per noi è improponibile".

Lo stesso discorso, aggiunge Beghin, vale anche per altre piazze centrali della città. "La stessa cosa vale per piazza De Ferrari". Il Comune, tuttavia, assicura di essere al lavoro per individuare possibili soluzioni alternative. "Per largo Eros Lanfranco stiamo valutando ancora in questo momento se cercare di concedergli alcune postazioni più esterne della galleria, in modo che si veda che c’è comunque la fiera che va all’interno e che abbia più visibilità. Però deve comunque rimanere all’interno di uno spazio coperto, non possiamo pensare di mettere altre strutture oppure trovare una nuova formula. Sono tutte cose su cui stiamo ragionando".

Tra le opzioni sul tavolo, prosegue l’assessora, c’è anche l’area del Porto Antico. "Ci stiamo impegnando per cercare di trovare anche una zona al Porto Antico. Ci sono soluzioni. È chiaro che il Porto Antico, non essendo spazio prettamente comunale, ha comunque delle tariffe di occupazione del suolo molto importanti".

Beghin sottolinea inoltre gli sforzi fatti dal Comune per sostenere la manifestazione negli ultimi mesi. "La verità è che loro sono un po’ rigidi e dicono o piazza Matteotti o niente. Noi abbiamo fatto grandi sforzi: nonostante non ci fossero più le condizioni abbiamo comunque mantenuto basso il canone di occupazione del suolo in Galleria Mazzini e abbiamo fondamentalmente omaggiato le guide turistiche, sostenute come turismo. Abbiamo fatto uno sforzo sia come assessorato al commercio sia come turismo per garantirgli a Natale il massimo possibile e lo faremo anche per l’edizione primaverile".

Non manca un riferimento anche alle difficoltà organizzative legate ai grandi eventi previsti in città nei prossimi mesi. "Abbiamo diversi eventi, tra tutti l’Adunata degli Alpini che occupa metà città. Non è così semplice trovare uno spazio". Infine la risposta alle 'minacce' di annullare la manifestazione. "Se salta è una loro scelta. Noi comunque ricatti non li subiamo da nessuno, neanche dalla Fiera del Libro".

Secondo l’assessora, il confronto con gli organizzatori va avanti da tempo. "È da Natale che gli abbiamo detto che piazza Matteotti non la diamo. Diciamo che è un po’ finita l’era delle grandi baracche. Stiamo cercando, anche con la Sovrintendenza, di garantire una maggiore tutela dei nostri spazi, cosa che poi beneficia tutta la città, non soltanto i cittadini ma anche gli stessi commercianti dal punto di vista turistico".

E per spiegare, ulteriormente, la linea dell’amministrazione, Beghin cita un esempio simbolico: "In piazza San Marco a Venezia, di fronte al Palazzo Ducale, è vietato fare qualunque cosa. Nella scorsa amministrazione ci sono stati momenti in cui a Genova c’erano anche tre fiere alla volta".

Federico Antonopulo


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