Politica - 12 marzo 2026, 12:49

Presunto dossieraggio sul Secolo XIX, Salis: "Fatti che infangano la nostra politica"

La sindaca definisce "inquietante" l'uso di risorse pubbliche per il controllo dei media. “Sulle dimissioni degli interessati valuterà la magistratura"

Presunto dossieraggio sul Secolo XIX, Salis: "Fatti che infangano la nostra politica"

Fatti che infangano la nostra politica". Non usa giri di parole la sindaca di Genova Silvia Salis per commentare il polverone sollevato dalle recenti rivelazioni riguardanti le presunte pressioni esercitate dal presidente della Regione Liguria Marco Bucci, nei confronti de Il Secolo XIX e del suo direttore, Michele Brambilla.

L'attenzione della sindaca si concentra su due punti che definisce "abbastanza inquietanti" per chi ricopre un ruolo di amministratrice pubblica. Il primo riguarda l'uso delle risorse collettive: "È normale che un ufficio stampa pagato con soldi pubblici faccia delle relazioni sull'attività di giornalisti del Secolo durante la campagna elettorale in modo da incidere su di essa?" si chiede Salis, sottolineando con gravità l'impiego di fondi dei cittadini per scopi di controllo politico.

Il secondo punto tocca invece l'autonomia dell'informazione e il rapporto con i poteri forti: "Cosa porta un presidente di regione a pensare di avere il potere di poter scrivere a un editore e di poter incidere sulla linea politica di un giornale?". Salis si riferisce ai "vademecum" che sarebbero stati inviati alla proprietà della testata, un gesto che definisce istituzionalmente scorretto.

Elogiando la posizione del direttore Brambilla, che ha reso pubblici i messaggi con date e ore, la sindaca ha parlato di una "lezione magistrale sulla differenza tra ricevere delle pressioni e subire delle pressioni". Secondo Salis, se ricevere sollecitazioni da player economici o gruppi di interesse è un fatto quasi ordinario per chi ha ruoli di rilievo, la vera differenza risiede nella capacità delle istituzioni di reagire e non piegarsi a tali dinamiche.

"Mi sognerei io da sindaca di telefonare al più grande player del porto e chiedergli di incidere su una campagna elettorale a mio favore? No" ha incalzato la prima cittadina, ribadendo che, pur nel rispetto dei diversi attori portuali, il suo compito resta tutelare l'interesse della pubblica amministrazione.

L'analisi di Silvia Salis si allarga poi al clima politico cittadino, descrivendo la passata campagna elettorale come "molto aggressiva". Secondo la sindaca, le chat emerse (che considera veritiere data la serietà della testata che le ha pubblicate) riflettono un atteggiamento di una destra che, dopo aver perso le elezioni dieci mesi fa, "non si rassegna in nessun modo" e non mostra rispetto per chi oggi rappresenta legittimamente la città.

Nonostante la gravità del quadro dipinto, Salis preferisce non invocare dimissioni dirette, delegando ogni valutazione alla magistratura e rivendicando la propria appartenenza a un'area politica che "non vede con ostilità i poteri di controllo come la magistratura e i giornalisti".


 

Isabella Rizzitano


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