Torna a vincere in trasferta e lo fa con una grande maturità il Genoa, e se alla vigilia il tecnico Daniele De Rossi aveva chiesto concentrazione massima e di non sottovalutare i veronesi, la risposta della squadra è stata forse la migliore possibile.
Il 2-0 contro l’Hellas Verona in un “Bentegodi” quasi rossoblù, con il settore ospiti tutto esaurito e quasi 3mila tifosi al seguito, porta i rossoblù a 33 punti in classifica, segnando il primo successo lontano dal “Ferraris” dopo tre mesi e confermando la scia positiva già testimoniata dalla bella prestazione contro la Roma.
Un Grifone che sembra ormai averci fatto l’abitudine a risolverla nella ripresa e coi cambi a gara in corso. Il primo tempo, cominciato col brivido per Bijolow che dopo appena 3’ rischia di farsi sorprendere da un cross sbilenco di Akpa Akpro che diventa un tiro e colpisce l’incrocio dei pali, non regala infatti molti spunti o emozioni. Il Verona prova a partire forte, la squadra di De Rossi impiega qualche minuto per prendere le misure e risponde con qualche folata offensiva infruttuosa, così come lo sono i tentativi scaligeri.
Ed è ancora la squadra di Sammarco a rendersi pericolosa per prima nella ripresa, quando al 49’ Harroui si fa trovare pronto in area su una deviazione della difesa rossoblù dopo il traversone di Akpa Akpro, ma il suo destro termina soltanto sull’esterno della rete in quella che è poi l’ultima vera occasione casalinga.
Il Genoa cresce, Sabelli da dentro l’area col destro sfiora il vantaggio mandando però di poco a lato, ma da lì c’è poi la svolta che arriva poco dopo l’ora di gioco. Sono, come contro la Roma, i cambi di De Rossi a fare la differenza: dentro Norton-Cuffy e Vitinha, e proprio l’attaccante portoghese impiega pochissimi minuti per lasciare il segno quando, al 61’, controlla palla lontano dall’area e lascia partire un destro potente dalla distanza che si insacca sotto la traversa, battendo un tutt’altro che impeccabile Montipò e portando in vantaggio i suoi.
Il Verona prova a reagire soprattutto sulle palle inattive, la difesa genoana regge bene e concede poco. Anzi è ancora il Genoa a rendersi pericoloso su calcio d’angolo, con lo stesso Vitinha che prova la conclusione al volo trovando però una deviazione della difesa veneta che nulla può fare al minuto 87’. Il colpo che chiude definitivamente la partita arriva proprio su calcio piazzato, sull’asse Martin-Østigård col difensore norvegese che svetta in area e firma il raddoppio.
L’ultimo tentativo del Verona arriva da una punizione di Tomáš Suslov che termina di poco alta, ma non basta a riaprire la gara e fermare un Grifone con le ali davvero spiegate verso l’obbiettivo della salvezza.






