Una protesta pubblica per chiedere risposte e interventi concreti. Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa, guidato dal presidente Enrico D’Agostino, ha annunciato un presidio per martedì 17 marzo alle 13.45 sotto Palazzo Tursi, in concomitanza con il consiglio comunale.
L’iniziativa nasce per denunciare quella che i residenti definiscono una situazione ormai diventata insostenibile nel quartiere, segnata dalla presenza costante dei cantieri legati alle infrastrutture ferroviarie e dalle conseguenze sulla vita quotidiana dei cittadini. "Basta, non ne possiamo più. Siamo devastati e colonizzati dai cantieri delle ferrovie giorno e notte", si legge nel comunicato diffuso dal comitato.
Secondo i cittadini, negli ultimi anni il quartiere si è trasformato in un’area segnata da lavori continui, con strade aperte e chiuse, ponti interdetti e cantieri che spesso si estendono anche nelle vicinanze delle scuole. Una situazione che, denunciano, si accompagna anche a problemi di sicurezza urbana, disagio giovanile e difficoltà per il tessuto commerciale della zona.
Nel documento i residenti utilizzano anche un’immagine simbolica per descrivere le condizioni del quartiere: "Siamo diventati l’arcipelago Certosa, un quartiere lagunare", scrivono, citando tra gli esempi il tunnel di Brin spesso soggetto ad allagamenti, le criticità in piazza Palli e le difficoltà di transito in via Rossini.
I cittadini collegano inoltre le difficoltà del quartiere alla fase di trasformazione urbana seguita al crollo del ponte Morandi, sostenendo che da allora il territorio viva una condizione di continua pressione infrastrutturale.
"Siamo cittadini come tutti gli altri e vogliamo vivere decentemente. Non ci basta sopravvivere: vogliamo vedere fatti e avere certezze per il futuro del territorio", prosegue il comunicato.
Il presidio è aperto a tutti i residenti: il comitato invita i cittadini a partecipare portando striscioni, fischietti e tamburelli. Lo slogan scelto per la mobilitazione è chiaro: "Non molliamo, uniti andiamo avanti".
Il nodo degli allagamenti tra via Rossini e ponte Polcevera
Tra i problemi citati dai residenti c’è anche quello degli allagamenti che si verificano all’incrocio tra via Rossini e il ponte Polcevera, dove ogni precipitazione rischia di trasformarsi in un grave problema per la viabilità della Valpolcevera.
Il punto critico, segnalato già a partire dallo scorso novembre, divide di fatto in due la delegazione quando piove intensamente, creando difficoltà a residenti e lavoratori che devono attraversare la zona.
Al centro delle contestazioni ci sono i lavori per l’ultimo miglio ferroviario eseguiti dall’impresa Cociv per conto di Rete Ferroviaria Italiana. Secondo quanto riportato da rappresentanti istituzionali del territorio, quel tratto stradale in passato non aveva mai registrato criticità simili prima dell’avvio dei cantieri.
Il timore espresso dal presidente del Municipio Valpolcevera Michele Versace, insieme al consigliere comunale delegato alle Vallate Enrico Vassallo e al consigliere regionale Federico Romeo, è che durante i lavori possa essere stata intercettata o alterata una roggia presente nell’area, compromettendo il naturale sistema di deflusso delle acque.
In una nota congiunta condivisa ieri, domenica 17 marzo, i rappresentanti istituzionali hanno chiesto verifiche tecniche approfondite: "È indispensabile che vengano svolti controlli accurati e che, qualora emergano elementi riconducibili alle lavorazioni in corso, l’impresa intervenga tempestivamente per ripristinare condizioni adeguate e garantire il corretto deflusso delle acque".
L’obiettivo, spiegano, è evitare che i cittadini continuino a subire disagi così gravi e che eventuali criticità strutturali restino irrisolte una volta conclusi i lavori ferroviari.






