Rafforzare i controlli contro lo spaccio ma anche potenziare gli interventi sociali e sanitari per le persone più fragili. È questo l’indirizzo emerso dalla riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che si è svolta questa mattina in Prefettura a Genova, dedicata alla situazione del centro storico.
All’incontro, presieduto dal prefetto, hanno partecipato il sindaco con gli assessori comunali alla Sicurezza e al Welfare, l’assessore regionale alla Sanità, il coordinatore dell’area sociosanitaria locale di Asl3 e i vertici provinciali delle forze di polizia.
Durante la riunione è stato fatto il punto sulle attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti e sui fenomeni legati al consumo di alcol e droga nelle aree più sensibili del centro storico, dove si registra anche la presenza stanziale di soggetti vulnerabili.
Il prefetto ha sottolineato il costante impegno h24 delle forze dell’ordine nelle attività di controllo del territorio. A queste si affiancano servizi interforze nelle zone più delicate, soprattutto nelle ore serali e notturne. Secondo quanto emerso nel corso dell’incontro, le operazioni coordinate stanno producendo risultati concreti, con arresti, persone denunciate e sequestri di sostanze stupefacenti, come dimostrato anche dalle operazioni congiunte condotte nei giorni scorsi.
Accanto all’azione repressiva, è stata però evidenziata la necessità di affrontare il fenomeno in modo più ampio, attraverso un approccio integrato che coinvolga l’intero sistema territoriale. L’obiettivo è coniugare sicurezza, tutela della salute, inclusione sociale e vivibilità degli spazi urbani.
Per questo motivo è stato condiviso l’orientamento a rafforzare gli interventi di prossimità e di “aggancio” delle persone con problemi di dipendenza, attraverso un lavoro coordinato tra i servizi sociali del Comune, i servizi sanitari di Asl3 e gli operatori di strada. L’intento è intercettare situazioni di marginalità direttamente nei luoghi più critici e avviare percorsi di orientamento, presa in carico e accompagnamento ai servizi del territorio.
Su questi aspetti lavorerà un gruppo tecnico che si riunirà in Prefettura e coinvolgerà Regione, Comune e Asl3, con il compito di condividere valutazioni e proposte sulla gestione socio-sanitaria del fenomeno e sulla presa in carico delle persone più fragili. L’obiettivo è fornire risposte immediate ma anche costruire percorsi strutturati nel medio e lungo periodo.
Nel frattempo, Prefettura e Comune stanno lavorando anche alla definizione di un nuovo Patto per la sicurezza urbana, già in fase avanzata di elaborazione. Il documento, che dovrebbe essere presentato a breve, punta a rafforzare ulteriormente le misure per contrastare la criminalità diffusa e garantire una maggiore fruibilità degli spazi pubblici da parte dei cittadini.
"Serve un intervento massiccio sul territorio, servono soluzioni più articolate e più forti - afferma la sindaca Silvia Salis - sicuramente stiamo mettendo in campo politiche sociali a medio e lungo termine per ridurre l’incremento delle tossicodipendenze, ma ora stiamo vivendo un’emergenza che deve essere affrontata subito. Serve un’azione concreta: più unità di strada e una presa in carico più sistematica dei tossicodipendenti. La cittadinanza deve vedere un cambio di passo".
La prima cittadina aggiunge che "se ci sono tossicodipendenti in overdose, non sono la Polizia locale o le forze dell’ordine che devono intervenire per prenderli in carico, se non commettono reati. Sono persone che hanno problemi sanitari e devono trovare risposte adeguate. Certamente il cittadino lo percepisce soprattutto come un tema di sicurezza: a noi istituzioni spetta il compito di comprenderne il disagio, ma saper distinguere il problema di sicurezza da quello sociosanitario. Lo Stato non può trattarli come delinquenti o solo come tali perché sono persone malate e alle forze dell’ordine non si può dare un compito sanitario e sociosanitario. È una questione di competenze: è giusto che ci sia un cambio di paradigma".
La sindaca ricorda che "la sicurezza legata allo spaccio e alla tossicodipendenza è un tema che sta soffocando il centro storico ed è necessario un doppio approccio, di aumento della sicurezza reale e percepita, ma anche e soprattutto sanitario e sociosanitario. Ed è per questo che stamattina abbiamo richiesto la presenza della Regione, che può anche sfruttare finanziamenti nazionali dedicati e in parte già intercettati. Aumentare le unità di strada sociosanitarie è un modo anche per alleggerire le forze dell’ordine, che non devono occuparsi della presa in carico sociosanitaria ma degli aspetti legati alla sicurezza, alla presenza sul territorio, alla prevenzione e al contrasto dei reati".
Il gruppo tecnico che nei prossimi giorni istituirà la Prefettura servirà anche per dare una dimensione più precisa all’emergenza e fornire una risposta concreta, con una presenza potenziata e costante delle unità di strada, con orari e territori di competenza specifici.
"Le risposte che chiede il centro storico non possono aspettare mesi - rileva la sindaca - serve una risposta pratica e veloce. Con un potenziamento dei servizi sociosanitari è anche più facile raggiungere risultati nella presa in carico delle persone per farle uscire dalla spirale della tossicodipendenza. La soluzione non può essere dire che questo fenomeno è comune a tutte le grandi città e continuare a fare quello che si è sempre fatto o non fatto: bisogna dare risposte nuove, visibili ed efficaci".
Nel corso del Comitato è stato affrontato anche il tema della necessaria riorganizzazione del Drop-in di vico della Croce Bianca, che l’amministrazione sta affrontando assieme ai cittadini e che è oggetto di una nuova commissione comunale oggi pomeriggio.
"Stiamo ragionando di come redistribuire i servizi – spiega la sindaca - il presidio rimarrà aperto, ma tornerà al suo ruolo originale. L’attuale sovraccarico di servizi in quegli spazi genera un malessere pesantissimo in quell’area. I servizi vanno distribuiti per far sì che un luogo così ristretto non abbia flussi di persone quotidiani non gestibili. Nessun servizio verrà chiuso perché tutti sono necessari, ma ci saranno rimodulazioni, suddivisioni e spostamenti per evitare la sensazione di soffocamento che lamentano i residenti. Gli spazi devono essere adeguati a gestire tutti i servizi che vengono offerti".







