Ci sono i disagi legati ai cantieri per il nodo ferroviario e per il prolungamento della metropolitana al centro della protesta dei cittadini di Certosa che hanno manifestato davanti a Palazzo Tursi poco prima dell’inizio della seduta del consiglio comunale, per richiamare l’attenzione sull’insostenibile situazione che sta vivendo il quartiere.
Una mobilitazione che porta in piazza ancora una volta residenti e comitati, esasperati da anni di lavori e da criticità che, anziché diminuire, sembrano aggravarsi con il passare del tempo. Al centro delle richieste, il tema degli indennizzi, la gestione dei cantieri e soprattutto il confronto diretto con i soggetti responsabili degli interventi.
Il vicesindaco Alessandro Terrile ha riconosciuto la complessità della situazione, sottolineando la necessità di tenere insieme due binari: da un lato la mitigazione dell’impatto dei lavori sulla vita quotidiana dei cittadini, dall’altro il proseguimento del percorso sugli indennizzi. "Abbiamo chiesto e ottenuto un confronto con il consorzio Cociv insieme ai comitati perché è fondamentale andare avanti con i risarcimenti ma anche capire come ridurre concretamente i disagi". Terrile ha poi evidenziato le difficoltà nei rapporti con RFI, accusata di non presentarsi ai tavoli istituzionali. "Non è la prima volta che grandi aziende pubbliche faticano a confrontarsi con i territori ma riteniamo che il lavoro con il commissario e con Cogiv possa essere la chiave per affrontare i problemi, partendo dagli accordi già sottoscritti".
Sul fronte delle tempistiche, il quadro resta incerto e frammentato. "Parliamo di cantieri diversi, con scadenze differenti ma è evidente che i lavori andranno avanti ancora per anni. Non si tratta quindi di disagi temporanei". Una situazione resa ancora più critica dagli allagamenti che si verificano in caso di pioggia, con la formazione di vere e proprie “piscine” nelle aree di cantiere.
Il vicesindaco ha inoltre ribadito la linea dura dell’amministrazione sul fronte della metropolitana, ricordando la revoca dell’appalto precedente per i gravi ritardi accumulati. "Il nuovo consorzio dovrà garantire un cambio di passo, altrimenti siamo pronti a prendere provvedimenti analoghi. Non è un problema di risorse, ma di organizzazione del lavoro, e questo non può ricadere sui cittadini".
Dalla piazza, però, il malcontento resta forte. Enrico D’Agostino, presidente del Comitato Liberi Cittadini di Certosa, ha spiegato le ragioni della protesta, puntando il dito contro l’assenza di confronto con RFI. "Da tempo chiediamo un incontro diretto e continuiamo a ricevere rifiuti. La cabina di regia parla di tutta Genova, ma noi abbiamo bisogno di affrontare le criticità specifiche della Valpolcevera, che è ormai un caso nazionale".
Tra i problemi più urgenti segnalati dai comitati ci sono gli allagamenti, peggiorati negli ultimi mesi, i ritardi negli indennizzi e i danni alle abitazioni. "Ci sono appartamenti con crepe, porte che non si chiudono più e a qualcuno è stato risposto di risolvere con rondelle o nastro adesivo. È inaccettabile".
A fare da cerniera tra istituzioni e territorio è il Municipio Valpolcevera. Il presidente Michele Versace ha ricordato come i comitati seguano da anni l’evoluzione dei lavori, denunciando però l’assenza prolungata di RFI e COGIF dai tavoli di confronto. "Questo è un elemento molto negativo perché i cittadini si aspettano risposte che oggi non arrivano".
Versace ha poi posto l’attenzione sulle criticità idrauliche, aggravate dai cantieri. La recente ondata di maltempo ha dimostrato l’insufficienza degli interventi realizzati finora: "La prova degli allagamenti è stata, di fatto, fallita. Sono stati rimossi grandi quantitativi di materiale, ma non è bastato".
Preoccupazione anche per nuove situazioni emergenti, come quella di via Rossini, dove si registrano allagamenti mai verificatisi prima dei lavori. "C’è il rischio che, una volta terminati i cantieri, restino problemi strutturali irrisolti e che in futuro sia il Comune a dover intervenire con risorse pubbliche".








