A causare l’incidente mortale di Giovanni Battista Macciò, il portuale rimasto schiacciato da due ralle nel dicembre 2024 nel terminal Psa di Genova Pra', sarebbe stata una manovra anomala causata da un errore di distrazione o da un malore. A dirlo è la consulenza tecnica disposta dalla procura e firmata dall’ingegnere Filippo Begani, incaricato dal pm Daniela Pischetola.
Secondo la ricostruzione, uno dei mezzi, condotto da Patrizio Randazzo, indagato per omicidio e nel frattempo deceduto, ha invaso la corsia opposta durante una manovra, urtando un altro veicolo. Sono stati esclusi dai rilievi peritali malfunzionamenti tecnici: i mezzi erano in condizioni regolari e freni e sterzo funzionavano correttamente.
Le immagini di videosorveglianza hanno mostrato che il conducente avrebbe avviato una frenata prima dell’impatto, senza riuscire a evitare lo scontro. La ralla viaggiava a circa 29 chilometri orari. Secondo il perito, la reazione non è stata adeguata: nella fase decisiva non si registrano né una sterzata brusca né una frenata tempestiva, mentre il mezzo ha continuato ad accelerare. L’analisi dei dati telemetrici conferma una traiettoria ampia e progressiva, non compatibile con una manovra di emergenza. Il conducente avrebbe avuto il tempo per correggere l’errore e fermarsi, ma il comportamento è stato definito “anomalo”.
Tra le ipotesi, il consulente ha ipotizzato anche una distrazione o una perdita di coscienza, ritenute però difficilmente conciliabili con la dinamica complessiva e con le reazioni registrate. Dalla perizia emerge inoltre che la cintura di sicurezza non sarebbe stata indossata correttamente. Nel complesso, la relazione esclude cause esterne e indica che l’incidente avrebbe potuto essere evitato. Nell’inchiesta risultano indagati anche i vertici di Psa. Tuttavia, alla luce degli esiti tecnici e in attesa dell’ultima relazione medico-legale, la procura potrebbe orientarsi verso una richiesta di archiviazione.






