Il 23 aprile continuerà a essere celebrato come Festa della Bandiera e giorno di San Giorgio. È questo il punto fermo emerso in consiglio comunale, con l’assessore Giacomo Montanari che ha ribadito la volontà dell’amministrazione di mantenere e rafforzare una ricorrenza considerata centrale per l’identità cittadina.
"Il 23 aprile rappresenta per Genova una festa istituzionale - ha spiegato Montanari- una data legata profondamente all’identità civica, che vogliamo continuare a valorizzare attribuendole anche un significato che guarda al futuro, non soltanto al passato". L’assessore ha chiarito come la giornata non sarà solo simbolica, ma resterà uno spazio concreto in cui riconoscere il merito e l’impegno dei cittadini: proprio in questa occasione continueranno a essere conferiti i più alti riconoscimenti civici.
L’obiettivo, ha aggiunto, è quello di trasformare progressivamente il 23 aprile in "un momento stabile e riconoscibile" per la città, capace di celebrare chi contribuisce, nei diversi ambiti – sociale, culturale, scientifico ed economico – a rendere Genova un punto di riferimento. "Vogliamo che sia il giorno in cui la comunità si ferma per riconoscere pubblicamente il valore dei suoi cittadini e per ribadire i principi che intendiamo trasmettere alle generazioni future".
Nel suo intervento, Montanari ha poi sottolineato il significato storico della data, collocata a ridosso del 25 aprile. "Il 23 aprile cade a 48 ore da una delle ricorrenze più significative della nostra storia nazionale. A Genova è anche il giorno in cui iniziarono le insurrezioni che portarono alla liberazione della città, ben prima dell’arrivo degli Alleati". Un passaggio che rafforza, secondo l’assessore, il valore della ricorrenza come ponte tra memoria e contemporaneità: "Il nostro intento è costruire un collegamento tra queste due date, fatto di partecipazione, riflessione e consapevolezza".
Una posizione accolta con favore dal consigliere Mario Mascia (Forza Italia), promotore della mozione che nel 2019 istituì la Festa della Bandiera. Mascia ha rivendicato le origini della ricorrenza, nate dopo il crollo del ponte Morandi, quando, ha ricordato, "la bandiera di Genova fu issata dai vigili del fuoco nel campo base come simbolo di unità e memoria per le 43 vittime".
"Quella bandiera rappresenta il passato, il presente e il futuro della comunità genovese - ha detto - ed è anche un omaggio a chi ha perso la vita e a chi ha prestato soccorso". Il consigliere ha inoltre ribadito che la scelta del 23 aprile non è mai stata in contrapposizione con il 25 aprile, ma affonda le radici nella tradizione di San Giorgio, patrono della città.
In replica, Mascia ha espresso soddisfazione per la conferma della celebrazione: "Sono contento che questa festa venga mantenuta. La bandiera rappresenta la vittoria del bene contro il male e quindi anche il valore della libertà". Un filo simbolico che, secondo il consigliere, può unire idealmente la Festa della Bandiera e la Festa della Liberazione.






