Da qualche giorno i cittadini del Ponente genovese che necessitano di servizi sanitari si trovano di fronte all’ennesima brutta sorpresa. Il Cup, ovvero lo sportello del Centro Unico Prenotazioni di Villa De Mari a Pra’, è chiuso e questo stop rimarrà invariato almeno sino alla fine di maggio. Chi necessita di prenotare esami può rivolgersi presso gli altri sportelli Cup alla Casa di Comunità di Voltri o alla Casa di Comunità di Pegli, oppure al call center o ancora presso le farmacie che effettuano tale servizio.
Ma come mai il Cup di Villa De Mari, che è uno dei più utilizzati dai cittadini oltre che il più baricentrico del Ponente, risulta non essere operativo? A fornire la propria versione è il consigliere regionale della Lista Orlando (in quota Linea Condivisa), Gianni Pastorino, da sempre concentrato sulle tematiche legate alla sanità: “Nei giorni scorsi ho inviato una lettera al coordinatore dell’Area 3, Ivan Mazzoleni, per chiedere spiegazioni. La motivazione della chiusura, così come avviene per il Cup dell’ospedale Gallino di Pontedecimo, è la carenza di personale amministrativo, dovuta a pensionamenti e a spostamenti di operatori per consentire l’apertura di altri servizi”.
La riforma della sanità, partita a inizio 2026, mostra quindi i suoi primi effetti negativi, e a doverne fare i conti sono, come spesso avviene, le persone. Infatti, secondo Pastorino, “la situazione appare in evidente controtendenza rispetto a quanto sostenuto durante la presentazione della riforma sanitaria regionale, quando si affermava che il personale amministrativo fosse in eccesso. I fatti dimostrano che non solo non è eccedente, ma che il personale in servizio ha spesso un’età anagrafica elevata, vicina al pensionamento, che porta un ulteriore ridimensionamento degli organici”.
Il consigliere attacca: “Questa riforma non potenzia il servizio territoriale, come strombazzato dal presidente Bucci e dall’assessore Nicolò, ma semmai lo impoverisce: per aprire le Case e gli Ospedali di Comunità, va a chiudere o depotenziare i servizi capillari che ancora esistono, creando difficoltà alla popolazione che vede allontanarsi i servizi”.
Come se ne esce? Secondo Pastorino, “l’unico sistema sono le assunzioni, ma la Regione non lo sta facendo: i soldi per il nuovo personale non ci sono perché c’è un buco di bilancio, che è stato camuffato dalla riforma”.
A fornire la propria versione sul Cup di Villa De Mari è anche Ivan Mazzoleni, coordinatore dell’Area 3 di Ats Liguria: “Il punto Cup di Villa De Mari riaprirà a breve in quanto è in attesa del nuovo personale dedicato all’attività: si ricorda che per i pagamenti è presente il totem e, in ogni caso, il circuito di prenotazione è più che capillare: telefonico, dal proprio medico che aderisce al servizio, nelle farmacie e online”.
Ma i mesi di disagio non si possono negare. Una sola domanda sorge spontanea: ma non ci si poteva pensare prima?







