Domani, sabato 21 marzo alle 16, a Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo si terrà l’inaugurazione della nuova sezione africana, dedicata alla cultura Yoruba della Nigeria.: un importante ampliamento del percorso museale che arricchisce l’offerta culturale cittadina con uno sguardo profondo e partecipato su una delle più significative tradizioni dell’Africa occidentale.
La sezione presenta in esposizione permanente 28 opere recentemente donate da Lucio Luzzatto e Paola Caboara Luzzatto, raccolte durante il loro soggiorno in Nigeria tra il 1964 e il 1974. Un corpus di oggetti di grande valore storico, artistico e simbolico che testimonia la ricchezza e la complessità della cultura Yoruba.
Il progetto nasce da un intenso lavoro di curatela condivisa, realizzato in collaborazione con Adewale Adeniji (presidente della comunità nigeriana di Genova), Charles Ayotade (presidente del consiglio degli anziani della comunità nigeriana) e con i donatori stessi. Un dialogo interculturale che ha guidato la selezione delle opere, la redazione dei testi e la realizzazione del video che accompagna il percorso espositivo.
Ospite d’onore dell’inaugurazione sarà Kolapo Abimbola, docente di Filosofia alla Howard University di Washington, che offrirà una lettura approfondita dell’arte Yoruba come espressione di una antica e sofisticata visione religiosa.
Gli Yoruba, popolazione dell’Africa occidentale di circa 50 milioni di persone diffusa tra Nigeria, Benin e Togo, sono portatori di un sistema religioso definito “monoteismo diffuso”. Al centro c’è la divinità suprema, Olodumare, che trasmette energia cosmica alle divinità minori (orisha) e agli esseri umani (orí).
Il percorso espositivo si apre con una coppa sacra in ottone, simbolo dell’integrazione degli opposti e rappresentazione della divinità suprema, per proseguire con sculture lignee raffiguranti le divinità minori, strumenti rituali per la divinazione e figure simboliche che incarnano valori universali quali Saggezza, Compassione, Sofferenza, Giustizia, Fertilità e Salute.
Un insieme di opere che racconta l’eterna ricerca umana di significato e creatività. Il video in mostra, realizzato dallo Studio Sicios con il contributo degli Amici dei Musei Liguri e di Palazzo Ducale, include immagini di straordinario valore, gentilmente concesse da Doyin Faniyi, sacerdotessa del culto di Oshun a Oshogbo.
L’allestimento è curato da Massimo Chiappetta, autore del progetto espositivo dell’intero museo (2004), e si integra armoniosamente nel percorso del bastione cinquecentesco.
L’inaugurazione vuole anche essere un tributo alla memoria di Giovanna Rotondi Terminiello, già Soprintendente per i Beni Artistici e Storici della Liguria, che fin dall’inizio ha sostenuto la creazione di questa sezione.






