Gen Z - il mondo dei giovani - 22 marzo 2026, 09:30

Gen Z - Il mondo dei giovani - La rivoluzione della gentilezza contro la dittatura dei grandi regali

Oltre il calendario e gli obblighi dei social, i ragazzi amano sempre più riscoprire la bellezza di un fiore o di un pensiero improvviso per dire "ti ho pensato" nel caos della quotidianità

Foto Pexels

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Ogni domenica 'La Voce di Genova', grazie alla rubrica ‘Gen Z - Il mondo dei giovani’, offre uno sguardo sul mondo dei ragazzi e delle ragazze di oggi. L'autrice è Martina Colladon, laureata in Scienze della Comunicazione, che cercherà, settimana dopo settimana, di raccontare le mode, le difficoltà, le speranze e i progetti di chi è nato a cavallo del nuovo millennio.

In un mondo che corre veloce, fatto di impegni, notifiche e giornate piene, spesso ci si dimentica di quanto possano essere importanti i piccoli gesti. Non serve un’occasione speciale, non serve aspettare San Valentino, la festa della donna o un anniversario, a volte basta un mazzo di fiori, una scatola di cioccolatini, una caramella preferita presa al volo pensando a qualcuno. Sono gesti semplici, quasi banali, ma che hanno un peso molto più grande di quello che sembra, perché dietro c’è un pensiero, un’attenzione, qualcosa che va oltre l’oggetto in sé.

Quello che li rende davvero speciali è il fatto che non siano legati a una ricorrenza. Non c’è un obbligo, non c’è una data da rispettare, c’è solo il desiderio di farlo. Il piacere di sorprendere qualcuno, di dimostrargli che lo si sta pensando anche senza un motivo preciso.

Ed è proprio questa spontaneità che sembra essersi un po’ persa, sostituita da gesti “programmati” che arrivano solo quando il calendario lo impone. Eppure, sono proprio quelli inaspettati a lasciare il segno. Per molti questi piccoli pensieri sono fondamentali, perché rappresentano un modo concreto per dimostrare quanto si tiene a una persona. C’è chi racconta che per lui questi gesti sono importanti proprio perché dimostrano attenzione, perché fanno capire che l’altro è presente nei pensieri anche nella quotidianità. Non importa cosa sia, può essere un fiore, un ovetto di Pasqua, delle caramelle preferite, ma il significato resta lo stesso. È un modo silenzioso ma forte per dire “sei importante”.

Allo stesso tempo, però, non tutti ricevono questo tipo di attenzioni. C’è chi ammette di non ricevere quasi mai questi piccoli gesti e di sentirne la mancanza. Non è una questione materiale, ma emotiva. Perché un pensiero inaspettato può davvero migliorare una giornata, può cambiare l’umore, può far sentire qualcuno visto e apprezzato. E quando manca, si percepisce un vuoto difficile da spiegare, come se mancasse qualcosa di semplice ma fondamentale nei rapporti.

A volte basta davvero poco per cambiare la giornata a qualcuno, che sia un amico, un compagno, un genitore o un parente. Anche un semplice fiore raccolto e regalato può avere un significato enorme. Non è il gesto in sé, ma quello che comunica, il fatto di dire senza dirlo “ti ho pensato”, “l’ho visto e mi ha ricordato te”. Sono attenzioni piccole, ma capaci di far sentire una persona apprezzata, vista, importante nella vita di qualcun altro.

C’è poi anche il lato di chi ama fare questi gesti. Per qualcuno regalare è quasi più bello che ricevere. Pensare a cosa potrebbe piacere a una persona, scegliere qualcosa con cura, magari prepararlo, decorarlo, aspettare il momento giusto per darlo. È un’attesa fatta di entusiasmo, di voglia di vedere la reazione dell’altro. È un modo concreto per dimostrare affetto, che va oltre le parole e che spesso resta più impresso di qualsiasi discorso. Nella società attuale, però, sembra che il valore dei regali sia cambiato. Siamo sempre più abituati ad associare i momenti importanti a qualcosa di grande, di costoso, di visibile. Le occasioni diventano quasi una gara a chi fa il regalo più importante, più appariscente. E intutto questo si rischia di perdere il valore del gesto semplice, quello fatto senza motivo, senza aspettative, senza bisogno di dimostrare qualcosa agli altri. Proprio per questo, l’idea di tornare a qualcosa di più autentico e spontaneo è sempre più sentita.

La società di oggi è complessa, frenetica, a volte anche pesante. Tra social, notizie continue e ritmi che non lasciano spazio, questi piccoli gesti assumono un valore ancora più grande. Possono davvero cambiare una giornata, alleggerirla, renderla diversa. Possono farci credere che non tutto sia superficiale, che esista ancora spazio per l’attenzione sincera verso gli altri.

Anche il modo di vivere questi gesti cambia da persona a persona e da generazione a generazione. I più giovani, forse, hanno ancora voglia di mettersi in gioco, di mostrare affetto e romanticismo anche attraverso piccole cose. Portare la colazione alla persona che piace, regalare un fiore per un mesiversario, fare una sorpresa senza un motivo preciso.

Sono gesti semplici, ma che raccontano un modo di vivere i rapporti più spontaneo e diretto, anche se oggi si affiancano a nuovi modi di esprimere affetto, legati ai social e alla comunicazione digitale.

Le generazioni più adulte, soprattutto chi è in coppia da molti anni, tendono invece a vedere questi gesti come qualcosa di meno necessario, quasi scontato. C’è chi ammette di farli poco, se non nelle occasioni più “istituzionali”, e spesso questo diventa anche motivo di piccoli rimproveri all’interno della coppia. Non perché non ci sia affetto, ma perché si dà per scontato, perché si pensa che non serva dimostrarlo ogni giorno.

Eppure non è sempre così. C’è anche chi, nonostante il tempo, continua a portare un fiore o dei cioccolatini alla persona che ama, come una piccola tradizione che non perde valore. Gesti semplici, magari ripetuti negli anni, ma che continuano ad avere lo stesso significato di sempre.

Alla fine, indipendentemente dall’età o dalle abitudini, il senso resta lo stesso. I piccoli gesti non cambiano il mondo, ma cambiano il modo in cui ci sentiamo al suo interno. Fanno sentire importanti, apprezzati, ricordati. E forse, proprio in un tempo in cui tutto sembra dover essere grande, perfetto e visibile, riscoprire la semplicità di un gesto fatto con il cuore è una delle cose più autentiche che possiamo ancora fare.

Martina Colladon

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