Il futuro della piattaforma portuale di Pra’ non potrà essere deciso sopra la testa dei cittadini.
Si potrebbe sintetizzare così il messaggio politico, trasversale, che ieri sera è arrivato dalla Sala Rossa di Palazzo Tursi con l’approvazione all’unanimità di una mozione presentata dai consiglieri Claudio Chiarotti del Partito Democratico e Filippo Bruzzone della Lista Silvia Salis, sostenuta anche dall'opposizione dopo l'accoglimento di dieci emendamenti. L'atto punta a risolvere alcune questioni centrali che da anni tengono in tensione il rapporto tra lo scalo e il ponente cittadino, a partire dalla definizione dei confini fisici del porto.
In Consiglio è stato ribadito che i limiti territoriali del bacino di Pra’ sono quelli compresi tra il Rio San Giuliano e il cosiddetto sesto modulo. Questi confini sono stati definiti invalicabili, mettendo nero su bianco che non sono ammesse nuove espansioni, né a terra né a mare, in assenza di un quadro urbanistico e ambientale completamente nuovo e condiviso. Si tratta di un richiamo fondamentale agli indirizzi storici del 1999 e del 2006, che già allora subordinavano lo sviluppo portuale a precise garanzie per la vivibilità del quartiere e dei suoi residenti.
Un altro punto critico affrontato dalla mozione ha riguardato la trasparenza delle manovre portuali. In un momento segnato dalla costruzione della nuova Diga e da accordi internazionali che coinvolgono i grandi terminalisti privati, l'aula ha ravvisato la necessità di fare piena luce sui documenti strategici. La mozione impegnerà la giunta a esigere copia di ogni accordo sottoscritto tra Autorità di Sistema Portuale, Governo e concessionari, affinché i piani industriali siano valutati pubblicamente per il loro impatto sulla città e non restino confinati in ambiti puramente commerciali.
Per garantire un controllo costante, l'atto prevede l'istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Comune, Autorità Portuale e Municipio VII Ponente che permetterà di monitorare in tempo reale ogni evoluzione del progetto e ad assicurare che gli interessi degli operatori portuali non prevalgano mai sulla salute e sulla qualità della vita degli abitanti. La mozione guarda inoltre alla stesura del nuovo Piano Regolatore Portuale, stabilendo che Genova debba avere un ruolo da protagonista per evitare che le scelte strategiche vengano calate dall'alto.






