Economia - 25 marzo 2026, 17:15

Crescono le botteghe storiche a Genova, 20 nuovi ingressi nell’Albo comunale

Si è riunita oggi in Camera di Commercio la Commissione composta da Comune di Genova, Camera di Commercio, Ministero della Cultura (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e CNA: il totale delle iscrizioni sale a 75 botteghe e 45 locali

Crescono le botteghe storiche a Genova, 20 nuovi ingressi nell’Albo comunale

Sono 20 le “new entries” nell’Albo delle Botteghe Storiche e Locali di Tradizione del Comune di Genova. Il semaforo verde è arrivato stamattina dopo la riunione, nella sala dorata di Palazzo Tobia Pallavicino, cui hanno partecipato l’assessore al commercio del Comune Tiziana Beghin, il sovrintendente Vincenzo Tiné e il segretario generale della Camera Maurizio Caviglia.

Le nuove Botteghe storiche sono 8: Casa della Calza, Corderia Nazionale di C.N.C. di Panza Barbara & C sas, Cuoi e Pellami di Michele e Figli snc, Fabbrica Pasticceria Quaglia, Fratelli Armanino snc, Gaudio 1930 snc, Just Food Punto Zero Srl (Balilla), La Bottega dello Stoccafisso di Valle Federico.

12 sono i nuovi ingressi tra i Locali di tradizione: Agraria Grasso di Giorgio Grasso, Osteria Maria sas (Sampierdarena), Panarello Distribuzione Srl (Via XX Settembre), Panarello Distribuzione Srl (Corso Buenos Ayres), Kafè di Stefania Ricciardi (Caboto), Cremeria Buonafede dal 1913 Srl, Galleria Guidi di Guidi Margherita, Giacobbe Paolo, Oliva Srl, Queirolo Marco & C. snc, Remescio Srl (Bar Franca), Farmacia Garbarini snc.

Salgono quindi a 75 le Botteghe storiche e 45 i Locali di tradizione per un totale di 120 imprese riconosciute nell’Albo genovese.

Genova resta la città italiana con il maggior numero di botteghe storiche riconosciute ufficialmente in un albo pubblico, gestito dal Comune con il supporto organizzativo della Camera di Commercio e il contributo determinante della Soprintendenza per l’accertamento dei requisiti. Non è solo una questione di numeri. L’aggiornamento dell’albo racconta una città che sceglie di non disperdere il proprio patrimonio commerciale più autentico: botteghe e locali storici continuano a essere luoghi vivi, dove si intrecciano lavoro, relazioni e memoria.

Più botteghe vuol dire anche più identità: in un momento in cui il commercio è sempre più esposto a trasformazioni rapide e a dinamiche globali, la tutela di queste attività diventa una leva concreta per mantenere riconoscibili i quartieri e sostenere un’economia radicata nel territorio. Difendere le botteghe storiche, quindi, significa preservare il carattere stesso della città e la sua capacità di restare unica.

Le 8 nuove botteghe e i 12 nuovi locali riceveranno la targa da affiggere nei propri locali per attestate il riconoscimento dalle mani dell’assessore Beghin, del sovrintendente Tiné e del presidente camerale Attanasio nel corso di una cerimonia che sarà organizzata a Palazzo Tursi entro un mese.

Redazione

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