Un cambio di passo nelle politiche adottate e un coordinamento istituzionale più ampio e condiviso: sono queste le richieste che l'associazione Ama Abitanti della Maddalena torna a ribadire, ripercorrendo le ultime settimane di confronto tra comitati e realtà del territorio, denunciando confusione e divisioni, e ribadendo la propria posizione su temi centrali come sicurezza, turistificazione e vivibilità del quartiere.
“Diverse settimane fa abbiamo appreso, quasi casualmente, dell’esistenza di un comitato che sembrava voler affrontare alcune delle criticità del centro storico. Dopo anni in cui abbiamo denunciato in solitudine l’inefficacia delle politiche securitarie promosse dall’amministrazione Bucci, abbiamo scoperto che un insieme di comitati e CIV stava forse tornando ad attivarsi”, si legge nella nota.
Un percorso che, secondo l’associazione, non ha però prodotto risultati concreti: “Il percorso che ne è seguito è stato tuttavia confuso e contraddittorio: dall’annuncio di una mobilitazione mai realmente condivisa, a un incontro in Prefettura caratterizzato da posizioni discordanti, fino a una manifestazione davanti a Tursi organizzata da un’associazione presente alle assemblee ma che ha scelto autonomamente tempi e modalità, sovrapponendosi persino alla nostra audizione in commissione consiliare”.
Nel merito delle questioni che riguardano la Maddalena, Ama ribadisce la propria contrarietà al fenomeno della turistificazione: “Nel frattempo, attraverso diverse uscite pubbliche e un’intervista rilasciata a Telenord, abbiamo ribadito con coerenza la nostra posizione: siamo fermamente contrari al processo di turistificazione della Maddalena, che ha portato a un’apertura incontrollata di B&B e alla conseguente espulsione di numerosi residenti”.
L’associazione denuncia anche la presenza di dinamiche problematiche nel quartiere e prende le distanze da un approccio esclusivamente securitario: “Abbiamo inoltre denunciato la presenza di dinamiche opache che comprimono nel quartiere fenomeni come lo spaccio e la prostituzione, e preso le distanze da approcci esclusivamente securitari e respingenti, estranei alla nostra visione inclusiva e solidale, da sempre attenta alle persone più fragili”.
Tra le priorità indicate anche il rilancio del tessuto commerciale e una gestione più equilibrata della movida: “Riteniamo fondamentale il rilancio della rete commerciale locale, indebolita da anni di politiche sbagliate che hanno allontanato esercenti e imprenditori dalla Maddalena. Allo stesso modo, abbiamo posto il tema della movida, rivendicando un equilibrio necessario tra il diritto al riposo di chi vive e lavora nel centro storico e il diritto alla socialità, soprattutto per le giovani generazioni, che deve andare oltre il semplice consumo e svilupparsi anche come proposta culturale e aggregativa”.
Ama respinge infine le critiche ricevute, rivendicando il proprio ruolo nel dibattito cittadino: “Abbiamo ricevuto critiche che appaiono come tentativi di silenziare la nostra voce. Ribadiamo con fermezza che non pretendiamo di rappresentare l’intero centro storico, ma rivendichiamo la legittimità e l’autorevolezza del nostro punto di vista, maturato in anni di impegno e presenza sul territorio, a differenza di chi ha tollerato questa situazione voltandosi dall’altra parte”.
Da qui l’appello alle istituzioni per una governance condivisa: “Noi non lo faremo. Continueremo a intervenire in ogni sede disponibile per portare avanti le nostre proposte. Ribadiamo con forza la necessità di unire le forze democratiche per costruire un patto ampio che dia vita a una cabina di regia istituzionale dedicata al centro storico. Un appello che rivolgiamo alla Sindaca, alla Prefettura e alla Questura”.
Il comunicato si chiude con una dichiarazione identitaria: “Viva la resistenza, viva la Maddalena.”






