Politica - 27 marzo 2026, 12:59

Minori non accompagnati, 381 in carico e 753 passaggi nel 2025: la città verso un hub e una nuova rete di accoglienza

Commissione consiliare sulle politiche di accoglienza: solo una ventina i casi più complessi, mentre oltre il 90% dei percorsi funziona. L’assessora Lodi rilancia su struttura filtro, superamento dei CAS e nuovi strumenti con Prefettura e forze dell’ordine

Foto Facebook Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza minori

Foto Facebook Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza minori

Sono 381 i minori stranieri non accompagnati attualmente presi in carico dal Comune di Genova, ma il dato va letto insieme a quello dei flussi: nel 2025 sono già 753 i ragazzi transitati sul territorio, contro i 498 del 2024 e gli 811 del 2022. Un sistema quindi non tanto in crescita stabile, quanto attraversato da continui ingressi e uscite.

È quanto emerso durante la commissione consiliare dedicata alle politiche sociali, dove l’assessora al Welfare Cristina Lodi ha fatto il punto su numeri, criticità e prospettive, affiancata dagli interventi di scuola, terzo settore e associazioni.

"Proprio ieri abbiamo aperto il primo tavolo in Prefettura, richiesto dall’amministrazione, per mettere a sistema tutti i soggetti coinvolti e arrivare a un protocollo operativo. Vogliamo costruire una rete vera, come già fatto su violenza di genere e orfani di femminicidio", ha spiegato Lodi. 

Uno degli elementi più rilevanti riguarda la modalità di arrivo dei minori. "A Genova - ha spiegato Lodi - non arrivano con barconi o pullman. Sono ragazzi che emergono: si presentano in Questura o vengono intercettati sul territorio. Da agosto abbiamo registrato un’inversione significativa".

Nel primo trimestre del 2026 sono già stati effettuati 110 colloqui, mentre 27 minori sono stati trasferiti da altre città. Un dato che si inserisce in un quadro più ampio: "Ieri in Prefettura è stato detto chiaramente che Genova è considerata un porto sicuro, tanto da ipotizzare l’attivazione di un hub nazionale. Questo cambia il quadro: non è solo un aumento di arrivi, ma un orientamento dei flussi".

Il sistema cittadino conta oggi 19 strutture, di cui tre emergenziali. Parallelamente è in corso il passaggio al sistema SAI, con un ampliamento di circa 100 posti. "Non vogliamo più utilizzare alberghi - ha chiarito l’assessora -. Le strutture emergenziali resteranno finché non completeremo il passaggio al SAI, che riteniamo il modello più adeguato".

Restano però criticità economiche: "Abbiamo ricevuto parte dei fondi pregressi grazie alla pressione di Anci, ma mancano ancora circa 4 milioni e mezzo relativi al 2025".

Sul fronte della sicurezza e della gestione quotidiana, Lodi ha voluto chiarire i numeri: "Su 381 minori, i casi realmente problematici sono circa 22-25. Uno per struttura in media. Sono quelli che emergono di più, ma non rappresentano il sistema".

Tra le criticità: mancati rientri notturni, episodi di tensione e alcune aggressioni agli educatori. Tuttavia, i dati sugli interventi delle forze dell’ordine restano contenuti: nei fine settimana di gennaio e febbraio, mediamente un accompagnamento ogni tre segnalazioni. "Le comunità socio-educative - ha aggiunto - non sono nate per gestire situazioni di forte devianza. Per questo serve uno strumento intermedio".

Due le direttrici principali su cui il Comune sta lavorando. La prima è la creazione di un hub per minori non accompagnati: una struttura di prima accoglienza, in raccordo con la Questura, per una fase di osservazione prima dell’inserimento nelle comunità. "Non possiamo inserire un ragazzo di cui non sappiamo nulla in una comunità già equilibrata – ha spiegato Lodi –. Serve un passaggio per capire chi abbiamo davanti e come intervenire".

La seconda è la richiesta di una struttura ad alta complessità, a metà tra accoglienza e circuito penale minorile: "C’è un bando nazionale da 900mila euro. Speriamo che la Regione colga questa opportunità, perché oggi manca un livello intermedio per gestire le situazioni più difficili".

Dal mondo scolastico, Alessandro Clavarino (Usr Liguria) ha confermato la portata del fenomeno: "Nella città di Genova abbiamo circa 388 minori non accompagnati, quindi i dati si allineano con quelli dell’assessora. Il 75% degli iscritti ai percorsi è composto da minori non accompagnati".

In particolare, 111 ragazzi sono inseriti nei percorsi per il conseguimento del titolo di studio in città (118 con la città metropolitana), mentre 337 minori stranieri frequentano corsi di alfabetizzazione linguistica. "Il problema - ha aggiunto - è che non sempre possono accedere ai percorsi professionalizzanti, perché è richiesta la terza media. Alcuni hanno certificazioni linguistiche ma non il titolo".

Dal terzo settore arriva una fotografia diversa rispetto alla percezione pubblica. "Spesso questi ragazzi vengono identificati solo per ciò che li contraddistingue in modo negativo - ha spiegato Francesca Corsini (Cooperativa La Comunità) - ma la realtà è che i percorsi virtuosi sono la maggioranza, circa il 90%".

Nel dettaglio: "Su 19 ragazzi seguiti dalla nostra comunità, tutti hanno un percorso attivo: 3 fanno la terza media, 5 le superiori, altri 5 corsi di alfabetizzazione e alcuni hanno già concluso percorsi professionali". Restano però criticità nei servizi: "Abbiamo difficoltà ad accedere al SerD e ad altri servizi specialistici. Questo limita la possibilità di intervenire su alcune situazioni".

Anche Cinzia Delmonte (Agorà) ha evidenziato un cambiamento: "I ragazzi arrivano sempre più piccoli, questo ci permette di costruire relazioni più solide, ma emergono difficoltà legate all’uso del tempo libero e alla lingua".

Sul tema della tutela è intervenuto Luigi Macciò, dell’Associazione Tutori Riuniti Liguria: "La vulnerabilità è un fattore di rischio da presidiare, non un pericolo sociale. La sicurezza nasce dalla cura e non dall’abbandono". Tra le proposte: una cabina di regia permanente, attività sportive gratuite, collaborazione con l’università e maggior coinvolgimento di imprese e municipi. "Il tutore volontario è un ponte umano tra il minore e lo Stato - ha aggiunto - ma deve essere inserito in un sistema strutturato".

Nel corso della commissione, il capogruppo Pietro Piciocchi (Vince Genova) ha sollevato il tema della distribuzione delle strutture: "Bisogna capire come sono collocate sul territorio, perché in alcune delegazioni si registrano tensioni. Serve una distribuzione più omogenea". Ha poi chiesto chiarimenti su finanziamenti, permanenza media e rischio di infiltrazioni criminali, sottolineando anche le opportunità occupazionali: "Le aziende lamentano mancanza di manodopera. Questi percorsi possono diventare una risposta".

Dai banchi della maggioranza, Maria Luisa Centofanti (Riformiamo Genova) ha invitato a cambiare prospettiva: "Questi ragazzi non sono solo un problema da contenere, ma nuovi cittadini. Genova è una città anziana, abbiamo bisogno di energie giovani. Serve un approccio positivo e orientato all’integrazione".

Nella replica finale, Lodi ha risposto punto per punto. Sui flussi: "Non siamo in una fase di stabilizzazione. Nel 2025 sono transitati 730 minori e nel primo trimestre del 2026 ne abbiamo già 110. Questo dato deve far riflettere". Sulle ragazze: "Oggi nel sistema SAI abbiamo due minori femmine. Il tema della tratta esiste, o quantomeno temiamo che esista. Per questo stiamo lavorando con le forze dell’ordine per rafforzare i controlli e le verifiche", ha chiarito risponde alla questione sollevata dalla consigliera Donatella Alfonso (Pd). Sulla sicurezza e l’identificazione: "Abbiamo chiesto un codice identificativo unico da condividere con le forze dell’ordine. È uno strumento essenziale per lavorare meglio".

Sui finanziamenti: "Grazie ad Anci stanno arrivando i fondi pregressi, ma mancano ancora circa 4,5 milioni del 2025". Sulla permanenza: "I ragazzi arrivano mediamente a 16 anni e restano 2-3 anni, oggi anche qualcosa in più. Dei 381 in carico, 75 sono già maggiorenni ma restano nel sistema nei primi mesi". Sull’integrazione: "Non esiste dispersione scolastica: tutti hanno un progetto educativo e un monitoraggio. Il tema è piuttosto cosa fanno nel tempo libero".

Infine, la visione: "È arrivato il momento di costruire un vero manifesto dell’accoglienza per Genova. Vogliamo superare il modello dei CAS, rafforzare il SAI e costruire un sistema più solido, con municipi più coinvolti e una rete ancora più integrata. Non consideriamo questi ragazzi un peso, ma una parte del futuro della città".

F.A


Vuoi rimanere informato sulla politica di Genova e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 348 0954317
- inviare un messaggio con il testo GENOVA
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
LaVocediGenova.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP GENOVA sempre al numero 0039 348 0954317.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU