Attualità - 28 marzo 2026, 14:41

Mobilità in Valbisagno, una funivia per collegare Brignole a Molassana. Salis: “Sostenibile, finanziabile e pronta in tempi certi”

Lo studio del Politecnico di Milano boccia Skymetro e tram: troppo costosi e sovradimensionati. La cabinovia da Brignole a Molassana costerebbe tra 140 e 160 milioni, percorrenza di 25 minuti, stop per vento stimati in uno o due giorni l’anno

Mobilità in Valbisagno, una funivia per collegare Brignole a Molassana. Salis: “Sostenibile, finanziabile e pronta in tempi certi”

Archiviato lo Skymetro, archiviato il tram. Il futuro della mobilità in Valbisagno sembra andare verso la funivia.

A presentare il progetto è stata la sindaca Silvia Salis, assieme al professor Pierluigi Coppola del Politecnico di Milano, che dopo mesi di analisi ha indaco nella cabinovia la soluzione più efficace, economica e realizzabile per collegare Brignole a Molassana.

La sindaca ha aperto la conferenza con un bilancio impietoso della gestione precedente. "La giunta che ci ha preceduto ha impiegato quattro anni e mezzo per arrivare a un progetto: dall'annuncio del febbraio 2022 al progetto del 2023, poi quattro revisioni, fino ad approvare a poche ore dalla chiusura dei seggi un cantierabile con cinquanta pagine di prescrizioni, non finanziato per 200 milioni e con l'abbattimento della scuola Firpo”. Lo studio del Politecnico ha messo la parola fine su quella strada, dimostrando come lo Skymetro fosse sovradimensionato rispetto alla domanda reale di mobilità della valle.

LO STUDIO

Il progetto presentato dal professor Coppola è il risultato di uno studio di fattibilità che ha tenuto conto anche della sostenibilità del progetto stesso ma che ha avuto come punto di partenza l’analisi dei bisogni della cittadinanza.

Tre le fasi affrontate. La prima, quella di analisi, si è conclusa a dicembre e ha visto la raccolta di dati e della quantificazione del fenomeno. “L’analisi relativa allo skymetro - ha spiegato il professore - partivamo da un’analisi sovradimensionata. In questa fase abbiamo utilizzato tutti i dati disponibili come quelli forniti dai navigatori, da Società Autostrade, quelli del trasporto pubblico a cui abbiamo aggiunto dati sul campo contando le persone a bordo e i dati forniti dalle celle dei cellulari”.

I passeggeri sono stati il punto di partenza con l’analisi della domanda per scegliere l’offerta migliore, capace di rispondere alle necessità di mobilità.

Le proposte sul tavolo sono diventate dunque tre: il BRT, bus rapido transit, linee di bus elettrici a 18 metri in corsia riservata che, però, pone il primo problema proprio per l’impossibilità di garantire la corsia preferenziale per tutto il tracciato; il tram, ha le stesse criticità del BRT per quanto riguarda il percorso, garantisce prestazioni migliori ma ha costi di investimento maggiori; la funivia, il progetto da proporre.

Nulla sarà realizzato nell’alveo del Bisagno” ha ribadito Coppola illustrando le 8 fermate ipotizzate e le eventuali estensioni lungo le alture.

Per il professore del Politecnico di Milano il progetto si riassume in quattro parole: integrazioni, rigenerazione, accessibilità e opportunità di sviluppo.

Nel progetto illustrato, le cabine di Brignole saranno allo stesso livello della metropolitana e dal sovrappasso si accederà direttamente alla cabinovia con un impatto visivo limitato. La realizzazione della fermata, secondo il primo progetto, permetterebbe di risistemare l’area garantendo la maggiore integrazione tra la metropolitana e la linea su gomma nelle fermate limitrofe. Tutte le fermate in elevazione garantiranno la massima accessibilità grazie a un sistema di scale mobili e di ascensori.

L’ultima parte dello studio ha visto il confronto tra alternative: “Nelle inforgrafiche non abbiamo tenuto conto dell’aspetto architettonico - ha ricordato Coppola - nulla esclude di immaginare soluzioni architettoniche più accattivanti”.

La funivia non escluderebbe dunque le linee dell’alta Valbisagno ma sarebbe invece complementare sostituendo il rinforzo già ipotizzato nel progetto degli Assi di Forza.

IL PERCORSO

Da Brignole, il sistema si muoverà sulla riva sinistra con le fermate di Sardegna e Marassi.

La prima sarà in corrispondenza del pala Auxilium in via Cagliari, una fermata che, nelle parole di Coppola, permetterà di trasformare l’idea di corso stesso da stata di attraversamento veloce a passeggiata pedonale lungo il Bisagno.

La fermata di Marassi, invece, sarà sul piazzale limitrofo allo stadio Ferraris senza interferenze con i flussi pedonali.

La tratta sulla sponda sinistra è la tratta più complessa perché fine e piloni sono più alti e avranno un impatto maggiore per la realizzazione. Nel disegnare il tracciato abbiamo voluto limitare al massimo il sorvolo dagli edifici” ha spiegato ancora Coppola ribadendo che i piloni, che toccheranno in alcuni punti del percorso anche i 40 metri, saranno distanti dagli edifici almeno 10 metri.

Le fermate di Bobbio e Gugliemetti saranno fermate di interscambio; Staglieno e Sciorba, invece, permetteranno di realizzare un collegamento tra l’area del Cimitero monumentale con la risistemazione delle botteghe di marmisti e una potenziale nuova piazza per l’ingresso al cimitero e un nuovo accesso alla zona dei campi con la possibilità di implementare il tutto con uno studentato. La fermata di Molassana, collocata nel cuore del quartiere, si collocherebbe a 200 metri dal terminal dei bus che collegano con l’alta valle.
 

I COSTI

Secondo il progetto presentato, il costo per l’infrastruttura si articolerebbe tra i 140 e i 160 milioni di euro, cifre ben al di sotto dei 230/280 milioni di euro stimati per il tram. Ancora, dal punto di vista della manutenzione e dei costi, la spesa sarebbe di un milione e quattrocento mila euro, inserendo già all’interno della stima i 500mila euro necessari per la linea bus dell’alta Val Bisagno.

La conferenza ha affrontato anche le critiche più ricorrenti sollevate nelle settimane precedenti. Sull'accessibilità per persone con mobilità ridotta, Coppola è stato netto: non è un problema tecnico. Le soluzioni già implementate in altre realtà, compreso il binario parallelo su cui la cabina si sposta e si ferma per tutto il tempo necessario, rendono il sistema pienamente accessibile.

LE CRITICITÀ

Sul vento, il tema più delicato soprattutto alla luce della burrasca che ha investito Genova in questi giorni, lo studio offre dati concreti. Le 57mila osservazioni anemometriche raccolte tra il 2019 e il 2025 mostrano velocità medie tra i 30 e i 45 km/h nella valle. Adottando criteri più cautelativi di quelli adottati dalla funivia di Parigi, inaugurata lo scorso 13 dicembre e assunta come riferimento progettuale, e ipotizzando la chiusura dell'impianto oltre i 70 km/h, il calcolo probabilistico stima al massimo uno o due giorni di stop all'anno. "L'altro ieri abbiamo avuto vento a 120 km/h", ha precisato Coppola, "un evento fuori scala rispetto a qualsiasi serie storica disponibile”.

Sulla manutenzione: l'impianto opererebbe 18 ore al giorno, dalle 5 alle 23, con la manutenzione ordinaria svolta di notte. Le chiusure straordinarie potrebbero arrivare a 7-10 giorni per interventi sulle pulegge, e fino a un mese e mezzo circa ogni dieci anni per il cambio fune.

I PROSSIMI PASSI

Salis ha chiuso la conferenza tracciando la road map: entro un mese la raccolta delle osservazioni della maggioranza, poi uno studio definitivo da portare in commissione consiliare, quindi un percorso di ascolto diretto nei municipi. "Per noi è fondamentale la condivisione con il territorio, ascoltare chi lo vive tutti i giorni", ha detto la sindaca. "Sono otto mesi che sono sindaca e stiamo portando uno studio serio, nel futuro, sostenibile e finanziabile. Iniziamo a smontare il racconto che le cose non si fanno”.

Il sistema è inoltre pensato come prima fase di una rete più ampia: con finanziamenti diversi dal MIT il tracciato potrebbe in futuro estendersi verso Staglieno, i forti, la Sciorba e Sant'Eusebio, trasformando la funivia da risposta a un problema specifico a vera e propria spina dorsale della mobilità dell'intera valle.

LE CRITICHE

Tra le prime reazioni quella di Federico Bogliolo, consigliere regionale di Vince Genova.

“Il progetto presentato durante l’ennesima conferenza stampa dalla sindaca e dal Politecnico di Milano per risolvere i problemi di viabilità in Valbisagno è irrealizzabile e, soprattutto, non condiviso dai cittadini” - ha spiegato Bogliolo, coordinatore di Vince Genova, che poi ha continuato: “se il problema dello Skymetro era l’impatto sulla valle, non oso immaginare una cabinovia con relativi piloni che, peraltro, impatterebbe sul territorio anche in altezza. Per non parlare delle considerazioni fatte a priori con studi  sul vento che siamo stati costretti a sentire, proprio a pochi giorni dalla dimostrazione di quanto questo fattore climatico regni su alcuni punti della città, tra cui proprio la Valbisagno. E’ incredibile che questa ipotesi abbia comportato una spesa di fondi pubblici che si aggira intorno ai 100.000 euro e che la condivisione con la cittadinanza - ammesso e concesso che ci sarà - sarà dopo aver ottenuto la consulenza. Se non dovesse andare bene cosa si dirà: scusate abbiamo sbagliato a pagare la consulenza? Oggi il Politecnico di Milano ha parlato di 50 piloni da 30/35 e 40 metri di altezza, tutte fermate in elevazione collegate con scale mobili e una manutenzione di 530.000 euro all’anno. Alla faccia dell’assenza di impatto”. Bogliolo ha poi citato quanto avvenuto in passato: “Avevamo un finanziamento di circa 500 milioni di euro, un progetto di cui si poteva parlare ed eventualmente modificare i tratti più critici e ci ritroviamo senza fondi, con una consulenza pagata al Politecnico di Milano e con un rendering di una cabinovia che comporterà 50 piloni di 35 metri di altezza. Non fosse il 28 marzo penserei che oggi è il primo di aprile e che stiamo vivendo un grande scherzo. Porteremo le nostre perplessità in consiglio comunale e tra le vie della Valbisagno dove abbiamo in programma diversi incontri con la cittadinanza che, oggi, è sempre più delusa da una amministrazione che aveva promesso ben altro modus operandi.”

Contro il progetto anche Bordilli e Bevilacqua della Lega:  “Oggi la giunta Salis ha messo in scena l’ennesima passerella mediatica, presentando alla stampa il progetto della cabinovia in Val Bisagno, ma ignorando deliberatamente i Municipi, il territorio e la specifica richiesta di accesso agli atti della Lega. Un atto di arroganza istituzionale senza precedenti”. 
“È inaccettabile che i consiglieri municipali, fra cui la nostra consigliera Sonia Paglialunga, presentatisi per assistere alla presentazione e riportare informazioni immediate ai cittadini che rappresentano, siano stati lasciati fuori dalla porta. Su un’opera di tale portata – continuano gli esponenti del Carroccio – servirebbero chiarezza, confronto e condivisione. Invece, la sinistra sceglie la propaganda, escludendo chi vive quotidianamente i quartieri interessati”.

Secondo Bordilli e Bevilacqua, il problema non è solo l’opera in sé, ma il percorso seguito dall’amministrazione: “Il metodo è completamente ribaltato: prima i giornali, poi forse gli atti ufficiali, il Consiglio e infine il territorio. È un rovesciamento arrogante di ogni corretto iter istituzionale, che calpesta il ruolo dei rappresentanti eletti”.

“Sostituire lo Skymetro con una ovovia è una scelta fuori dal tempo. In una città soggetta a forti raffiche di vento, come quelle di questi giorni, e con una popolazione prevalentemente anziana, la cabinovia è l’infrastruttura meno indicata. Questa impronta politica riporta Genova agli anni bui dell’era Doria: una stagione di immobilismo e soluzioni inadeguate che i genovesi ricordano bene e di cui certamente non sentono la mancanza”.

“La Lega continuerà a dare battaglia nelle sedi opportune affinché la Val Bisagno non subisca scelte calate dall’alto, ma ottenga infrastrutture moderne, sicure e realmente funzionali alle esigenze dei residenti”, concludono i consiglieri.
 

Isabella Rizzitano


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