Il futuro del Festival Internazionale di Nervi è sempre più incerto. L’edizione 2026 della storica rassegna di danza rischia infatti di non essere organizzata a causa della mancata copertura finanziaria. Sul tema sono intervenuti esponenti della Regione, del Municipio Levante e dell’opposizione in Comune, che puntano il dito contro l’amministrazione comunale chiedendo chiarezza e un impegno concreto per garantire la continuità della manifestazione.
A sollevare per prima la questione è Simona Ferro, vicepresidente della Regione Liguria, che evidenzia come dal territorio arrivi una richiesta forte e diffusa: "La città vuole il Festival -dichiara-. Le realtà del territorio, le scuole di danza e tantissimi cittadini e famiglie chiedono a gran voce che l’edizione 2026 venga organizzata, eppure il Comune sembra non voler ascoltare. Regione Liguria ha già dato la propria disponibilità a contribuire economicamente, ma a Tursi evidentemente la stessa volontà non c’è. Comprendiamo le difficoltà legate alla necessità di garantire una copertura finanziaria completa, ma non si può risolvere tutto con un’alzata di spalle, cancellando l'evento senza nemmeno tentare di reperire i fondi necessari. L’organizzazione dei Balletti spetta congiuntamente al Carlo Felice e al Comune, ma solo il Sovrintendente Galli si sta adoperando per trovare una soluzione: l’amministrazione, invece, non se ne cura".
Sulla stessa linea anche Federico Bogliolo, presidente del Municipio Levante, che richiama il valore culturale e territoriale della rassegna: "Apprendo con dispiacere i dubbi del Comune legati all’organizzazione della prossima edizione del Festival Internazionale di Nervi. Voglio esprimere la mia solidarietà alle scuole di danza che ogni anno partecipano attivamente alla manifestazione: Genova deve continuare a essere un punto di riferimento internazionale e Nervi merita di restare al centro di questi eventi. Come Presidente del Municipio Levante mi impegnerò per trovare un punto di incontro tra istituzioni e soggetti coinvolti, affinché anche quest’anno si possa trovare una soluzione e non disperdere il lavoro di rilancio avviato. Ora però - conclude - è necessario capire quali siano le intenzioni del Comune e quali azioni concrete intenda mettere in campo per garantire la continuità della manifestazione. Non possiamo permettere che venga disperso il lavoro di rilancio avviato da anni: il Festival rappresenta un valore culturale, economico e identitario per Genova e per i suoi cittadini".
Duro anche l’intervento del gruppo consiliare della Lega a Palazzo Tursi, con Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua, che parlano apertamente di mancanza di volontà politica: "Mentre Regione Liguria passa ai fatti offrendo disponibilità economica, la Giunta Salis risponde con il silenzio e i dubbi. È inaccettabile che un patrimonio internazionale come il Festival di Nervi rischi di sparire per la mancanza di volontà politica di chi oggi governa Genova". I consiglieri sottolineano quello che definiscono un “paradosso”: "La Giunta Salis sta dimostrando una pericolosa miopia. Non si può liquidare una manifestazione che dà lustro a Genova, attira turisti e coinvolge decine di scuole di danza del territorio con un semplice “non ci sono i fondi”, specialmente quando la Regione ha già teso la mano, mentre il Comune sembra voler restare a guardare un’eccellenza della nostra città appassire".
Nel mirino anche le ricadute economiche e sociali dell’evento: secondo la Lega, il Festival rappresenta un motore per il commercio e il turismo del Levante cittadino, oltre che un elemento identitario per il territorio. "È questa l’importanza concreta che la Giunta vuole attribuire ai territori e al policentrismo, anche culturale, della città? Abbiamo lavorato anni per riportare Nervi al centro della scena internazionale. Vedere oggi questo impegno messo a repentaglio dall’incapacità amministrativa di Tursi è uno schiaffo ai genovesi. Chiediamo chiarezza immediata".
SALIS E MONTANARI: "NEL 2025 PERDITA DI 800 MILA EURO E DA REGIONE AD OGGI NESSUN IMPEGNO ECONOMICO, SOLO UN ACCORDO VERBALE"
"L’edizione 2025 dei Balletti di Nervi, pur a fronte di garanzie economiche di 1 milione di euro, verbalizzate nel Consiglio di Indirizzo del gennaio 2025, non ha visto altri atti concreti di sostegno economico da parte del Comune di Genova fino al cambio di amministrazione nel maggio del 2025. Una situazione che ha portato a una perdita netta di esercizio pari a 800 mila euro, di cui 300 mila euro sono stati già versati oltre al contributo ordinario del Comune di Genova pari a 4,5 milioni di euro. Il Comune, inoltre, ha assunto l’impegno di erogare la quota restante entro la chiusura del bilancio, sotto forma di ulteriore contributo straordinario". Così, in una nota, la sindaca di Genova, Silvia Salis, e l’assessore alla Cultura, Giacomo Montanari, replicano alle dichiarazioni della vicepresidente di Regione Liguria, Simona Ferro, e del presidente del Municipio Levante, Federico Bogliolo.
Per Salis e Montanari "nonostante il presidente di Regione Liguria, Marco Bucci, avesse confermato il contributo straordinario di 500 mila euro destinati ai Balletti di Nervi, a oggi non risulta alcun impegno economico formalizzato né a favore della Fondazione, né per il Festival, se non una disponibilità per un contributo straordinario, espressa esclusivamente in via verbale".
"Alla luce di questi elementi - aggiungono - risulta difficilmente comprensibile come si possa ipotizzare un’edizione 2026 del Festival completamente priva di copertura finanziaria, per un importo stimato attorno al milione di euro, senza che siano state ancora coperte le spese straordinarie dell’esercizio precedente. Criticità già emerse nelle sedi competenti e, in tal senso, colpisce la mancanza di informazioni della vicepresidente e assessora regionale alla Cultura, Simona Ferro, dal momento che tali situazioni sono state ribadite nell’ultimo incontro dell’Assemblea dei Soci e del Consiglio di Indirizzo in sua presenza, non più di una settimana fa".
"È importante sottolineare anche come tutti i soci e i membri del Consiglio di Indirizzo abbiano concordato sulla necessità di intervenire con misure straordinarie per dare sostegno alla Fondazione - concludono Salis e Montanari - in un momento di grande preoccupazione economica, determinato da alcune sovrastime a bilancio generate dalla precedente gestione, che è opportuno sanare senza disperdere energie per scongiurare situazioni più complesse da affrontare in futuro. Anche in ragione della prudenza raccomandata proprio su questo tema dal Collegio dei Revisori dei Conti della Fondazione, riteniamo quindi più coerente, in un’ottica di responsabilità amministrativa e sostenibilità economica, portare il festival alla sua originaria cadenza biennale, soluzione che risponde anche alle indicazioni espresse dagli eredi di Mario Porcile, ideatore e storico curatore della manifestazione. Resta ferma la volontà condivisa di tutelare e valorizzare un patrimonio culturale di assoluto rilievo per la città, garantendone al contempo una gestione solida, trasparente e sostenibile nel tempo".






