Da mercato in progressivo declino a nuovo centro nevralgico sociale della delegazione. Il futuro del Mercato del Ferro di Sestri Ponente passa, così, da una trasformazione radicale: non più funzione mercatale, ormai ritenuta superata, ma una casa di quartiere e centro civico pensato per cittadini, associazioni e servizi.
A tracciare la rotta è Fabio Ceraudo, presidente del Municipio Medio Ponente, che rivendica la paternità dell’idea e un percorso avviato 8 mesi fa: "Diventerà una casa di quartiere e centro civico. Saranno servizi al cittadino e associazioni del territorio che ridaranno vita. In tutti questi anni si è provato a riattivare il mercato con risultati negativi e si è optato nel mio mandato fin dall’inizio, visto l’esempio di Certosa, di proporre uno spazio così bello, considerando il valore artistico e architettonico della struttura, da dare una nuova vita al servizio della delegazione".
Il progetto: servizi, associazioni e nuova centralità
L’obiettivo è chiaro: restituire uno spazio oggi svuotato alla comunità, rendendolo attrattivo e funzionale ai bisogni attuali del quartiere. "L’idea è quella di creare un luogo dove i cittadini andrebbero perché ci sarebbero servizi per loro e per le associazioni", spiega Ceraudo, sottolineando come la proposta sia stata subito accolta dall’amministrazione comunale.
Il progetto, inoltre, non è più solo un’ipotesi: "Abbiamo avviato immediatamente una società che ha fatto studi, confrontandosi con il territorio, valutando le opzioni migliori. Non è solo un’idea, ma un progetto partito 8 anni fa e che stiamo sviluppando".
Fondamentale anche il nodo finanziamenti: oltre mezzo milione di euro arriveranno dalla Compagnia di San Paolo, inizialmente pronta a sostenere anche altre ipotesi, come quella legata all’istituto Bergese, poi accantonata. "Ora che invece si parla di sociale sono ancora più propensi a finanziare ulteriormente il progetto", aggiunge il presidente.
Addio definitivo al mercato: “Modello superato”
La svolta arriva anche alla luce di un dato ormai consolidato: il mercato non funziona più. Durante la giunta itinerante del 26 marzo, l’assessora al Commercio Tiziana Beghin ha illustrato i risultati di un’indagine condotta tramite questionari a cittadini, associazioni e commercianti: è emerso un distacco netto dalla funzione mercatale, percepita come lontana dalle esigenze attuali.
Un quadro che si riflette nei numeri: oggi all’interno della struttura restano appena tre banchi attivi. "Per quanto concerne i commercianti presenti, non sono stati lasciati soli: sono state fatte proposte condivise e concordate con loro, ed entro fine anno andranno via dal mercato. Non saranno ricollocati in altre aree della delegazione, ma non sono stati abbandonati dall’amministrazione", precisa Ceraudo.
Tempi e prospettive: obiettivo 2028
La trasformazione ha già un orizzonte temporale: "Il mio auspicio è di concludere tutto in due anni, quindi entro il 2028. L’augurio è questo e speriamo di farcela". Nel frattempo si lavora anche sul coinvolgimento delle realtà del territorio: "È una fase ancora embrionale, ma penso che la filarmonica, essendo lì vicino, potrebbe essere interessata, così come altre realtà come il maggiordomo di quartiere. Abbiamo bisogno di spazi nella nostra delegazione".
Un edificio simbolo, tra storia e declino
Il Mercato del Ferro è una struttura ottocentesca in ghisa, inserita nel progetto europeo “Marakanda” per la valorizzazione dei mercati storici del Mediterraneo. Dopo anni di lavori, era stato riaperto nel 2014 accorpando le attività di altri mercati sestresi, ma nel tempo ha progressivamente perso attrattività e operatori, fino alla situazione attuale. Da qui la necessità di un ripensamento radicale.
I modelli: Certosa e Buranello
Il progetto guarda a esperienze già consolidate sul territorio genovese.
A Certosa, la Casa di Quartiere 13D, inaugurata nel 2020, è diventata un punto di riferimento grazie a un percorso partecipativo che ha coinvolto istituzioni e associazioni, offrendo spazi per attività sociali, supporto al territorio, iniziative per giovani, famiglie e anziani, oltre a coworking e servizi.
A Sampierdarena, il centro civico Buranello rappresenta un altro esempio di successo, con sale polifunzionali, auditorium, palestra e una programmazione continua di eventi culturali e sociali.
Una nuova vita per il quartiere
L’obiettivo finale è ambizioso ma chiaro: trasformare un contenitore in progressivo declino in un motore di comunità. "Così il quartiere prenderebbe vita", conclude Ceraudo. Una scommessa che, se realizzata, potrebbe segnare una svolta per Sestri Ponente, restituendo centralità a uno dei suoi spazi più simbolici.






