La difficile convivenza della sede del movimento di estrema destra Casapound e dall'altra le manifestazione di Genova Antifascista, che chiedono la chiusura di quello spazio, accende l'aula del consiglio regionale, ed è scontro tra Pd e FdI.
Recentemente ci sono state diverse manifestazioni che hanno interessato la zona tra piazza Alimonda e via Montevideo. Una situazione difficile che ha portato alcuni cittadini a costituire un comitato spontaneo che ha presentato un esposto all’autorità giudiziaria.
Il tema è stato posto anche in consiglio regionale da un Ordine del giorno presentato da Lilli Lauro (Fratelli d'Italia).
"I cittadini residenti hanno costituito un comitato spontaneo, apartitico e apolitico- spiega Lauro - presentando un esposto all’Autorità giudiziaria e chiedendo la valutazione di misure preventive, incluso il Daspo urbano. Destano forti perplessità la scelta del Sindaco di Genova di ricevere in una sede istituzionale esponenti del gruppo Genova Antifascista, protagonisti di iniziative caratterizzate da disordini e slogan offensivi come “No foibe no party “. Pur nel legittimo dissenso verso le idee di CasaPound, la relativa sede risulta regolarmente autorizzata e non risulta responsabile di turbative dell’ordine pubblico e il rispetto delle leggi e la tutela della quiete pubblica devono prevalere su ogni contrapposizione ideologica" .
Con l’approvazione dell’Ordine del giorno si chiede al presidente della Regione e alla giunta di dare supporto ai cittadini residenti della Foce, riconoscendo la legittimità della loro richiesta di sicurezza, quiete e rispetto delle regole. Tra gli impegni indicati anche la sollecitazione delle autorità competenti affinché vengano valutate e adottate tutte le misure necessarie a prevenire ulteriori disordini e garantire la vivibilità del quartiere. Infine, il documento propone l’istituzione di una cabina di regia con Prefettura e Questura di Genova per monitorare la situazione e assicurare che il diritto a manifestare non comprometta sistematicamente la libertà di movimento dei residenti.
“La sicurezza dei cittadini e il diritti a manifestare – ha risposto l'assessore regionale Paolo Ripamonti esprimendo parere favorevole della giunta- devono essere sanciti nello stesso modo”.
Inevitabile che lo scontro politico in aula. “Corro in consiglio comunale e porto l'Odg che lì è la sede competente” ha risposto il capogruppo del Pd Armando Sanna mentre il documento è stato definito da Gianni Pastorino (Lista Orlando) “un ordine del giorno che non condivido, credo sia una questione mal posta”. “Quasi una provocazione – ha aggiunto Simone D'Angelo (Pd) – perché, in quest'aula, non ha nulla a che fare con le prerogative del Consiglio regionale. Certo c'è necessità di fare polemica per cavalcare i voti di quattro elettori. Credo sia giusto affidarsi alle nostre istituzioni e ricordo che il presidente Bucci lo scorso anno su questo argomento aveva detto io di queste cose non ne parlo è questione del sindaco”.
“Lo portiamo anche in comune – ha replicato Lauro - ma mi risulta che non abbiate voluto votare”.
L'Odg, passato con i voti della maggioranza, impegna la giunta a dare supporto ai cittadini residenti della Foce riconoscendo la legittimità sicurezza e per supportare una cabina a di regia con prefettura e questura
Politica - 31 marzo 2026, 16:27
Foce, scontro in consiglio regionale tra Pd e FdI sulla sede di CasaPound e le manifestazioni antifasciste
Un Ordine del giorno di Fratelli d'Italia impegna la Regione a supportare una cabina di regia con Prefettura e Questura
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