Il Consiglio comunale di Genova ha approvato all’unanimità la mozione promossa dal gruppo consiliare del Partito Democratico, a prima firma del consigliere Simohamed Kaabour, sul tema della ricerca pubblica e della stabilità occupazionale nel settore scientifico.
La mozione richiama l’attenzione sulla continuità lavorativa del personale precario del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), evidenziando come numerosi lavoratori tra ricercatori, tecnologi, tecnici e personale amministrativo contribuiscano in modo continuativo alle attività di ricerca e innovazione senza disporre di adeguate garanzie di stabilità.
Il documento sottolinea che la situazione riguarda anche il territorio genovese e ligure, dove il CNR rappresenta un elemento rilevante per lo sviluppo scientifico e tecnologico.
“In una città come Genova, dove convivono università, enti di ricerca e infrastrutture tecnologiche, si rischia di compromettere un intero ecosistema dell’innovazione - spiega Kabour -. Il caso del Consiglio Nazionale delle Ricerche è emblematico: una parte significativa di ricercatrici, ricercatori, tecnici e amministrativi lavora da anni in condizioni di precarietà strutturale, che si rinnova di progetto in progetto. Eppure, soprattutto negli ultimi anni grazie alle risorse del PNRR, queste professionalità hanno contribuito in modo decisivo allo sviluppo di infrastrutture scientifiche e competenze avanzate”.
“Oggi ci troviamo di fronte a un paradosso: dopo aver investito milioni di euro in progetti e tecnologie, rischiamo di perdere proprio le persone che li rendono operativi. Senza continuità del lavoro non può esserci continuità della ricerca. Questa mozione chiede quindi una responsabilità istituzionale, in continuità con quanto già approvato all’unanimità in Consiglio regionale, affinché anche il Comune faccia la propria parte”.
Le stabilizzazioni avviate finora non sono sufficienti: su 854 domande, solo 185 sono state accolte, mentre oltre 500 lavoratori restano esclusi. Di questi, circa 300 hanno ottenuto una proroga fino a gennaio 2027, una misura importante ma temporanea, frutto della mobilitazione dei lavoratori e dell’azione sindacale. “Il rischio, alla scadenza, è quello di interrompere i rapporti di lavoro, disperdere competenze preziose e bloccare attività scientifiche avviate negli ultimi anni. Questo significa incertezza per i lavoratori e difficoltà di programmazione per gli enti di ricerca” continua a spiegare il proponente.
Con l’approvazione dell’atto, il Consiglio comunale invita il Governo a proseguire e completare i percorsi di stabilizzazione previsti dalla normativa vigente, con l’obiettivo di garantire continuità occupazionale al personale in possesso dei requisiti richiesti, anche in relazione ai progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).






