La procura di Genova ha aperto un’inchiesta sull’attacco hacker che ha colpito Netalia Srl, provider cloud italiano con sede nel capoluogo ligure, mettendo in crisi diversi servizi digitali collegati alla pubblica amministrazione. Il reato ipotizzato è quello di accesso abusivo a sistemi informatici, mentre le indagini sono state affidate al gruppo specializzato della polizia postale.
Il blitz informatico, risalente al 23 marzo, è stato rivendicato dal gruppo russo Qilin, noto per operazioni ransomware basate sulla cifratura dei dati e su richieste di riscatto in criptovaluta. In questo caso, tuttavia, al momento non risulterebbero richieste di pagamento.
L’attacco ha avuto conseguenze dirette anche per il Comune di Genova: tra i sistemi colpiti c’è infatti quello per il pagamento delle sanzioni amministrative emesse dalla polizia locale, gestito tramite i servizi forniti da Netalia. Diversi server e dispositivi sono stati compromessi, rendendo inaccessibili funzioni essenziali e causando disservizi che, a oltre una settimana di distanza, non sono ancora completamente rientrati.
Per far fronte alla situazione, Palazzo Tursi ha disposto una proroga straordinaria dei termini di pagamento delle multe. "Per tutelare i cittadini e garantire parità di trattamento - spiega l’amministrazione comunale - il Comune ha deciso di estendere i termini per il pagamento entro cinque giorni, mantenendo la riduzione del 30% sull’importo".
Nel dettaglio, tutti i verbali emessi o in scadenza tra il 22 marzo 2026 e il completo ripristino del sistema potranno essere pagati con lo sconto anche oltre i termini originari, senza perdere il beneficio. Il conteggio dei cinque giorni riprenderà soltanto una volta ristabilita la piena funzionalità dei servizi.
Intanto proseguono le operazioni tecniche per il ripristino dei sistemi, mentre gli inquirenti lavorano per ricostruire la dinamica dell’attacco e individuare eventuali responsabilità.






