Pasqua 2026 segna il ritorno deciso del turismo di prossimità, con sempre più italiani che scelgono di trascorrere le festività all’interno dei confini nazionali, riscoprendo territori, tradizioni e produzioni locali. Una tendenza che in Liguria si traduce in un aumento delle prenotazioni negli agriturismi, nonostante un rallentamento della presenza straniera legato al contesto economico internazionale.
Gli oltre 700 agriturismi distribuiti tra costa ed entroterra registrano infatti segnali positivi, in particolare per la ristorazione, con una buona tenuta anche sul fronte dell’ospitalità. A trainare la domanda sono soprattutto famiglie e coppie italiane, alla ricerca di esperienze autentiche, sostenibili e legate al territorio.
“Stiamo assistendo a un cambiamento nelle scelte dei turisti”, spiegano Gianluca Boeri, Presidente Coldiretti Liguria e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale. “Con molti italiani che, anche per motivi economici e di incertezza internazionale, preferiscono rinunciare ai viaggi all’estero e riscoprire le eccellenze del nostro Paese. Questo sta premiando in modo particolare il comparto agrituristico e, più in generale, il turismo interno.”
A confermare il trend è anche il presidente di Terranostra Liguria, Davide Busca: “La richiesta è molto alta già da settimane e per Pasqua registriamo il tutto esaurito in buona parte delle strutture. Le premesse sono quelle di una stagione positiva, che potrebbe rivelarsi particolarmente interessante proprio grazie alla forte presenza di turismo italiano.”
Una dinamica che rafforza il ruolo strategico delle aziende agricole multifunzionali, sempre più orientate alla diversificazione. Accanto all’attività di ospitalità e ristorazione, crescono infatti le proposte legate alle degustazioni, alle visite in azienda, ai percorsi esperienziali e alle attività all’aria aperta, in grado di valorizzare la filiera corta e il legame diretto con il territorio.
Il settore si conferma inoltre dinamico anche dal punto di vista sociale, con una crescita costante delle fattorie didattiche e delle realtà impegnate nell’agricoltura sociale, segno di un’agricoltura capace di generare valore non solo economico ma anche per la comunità.
Accanto all’entroterra, continua a svilupparsi anche l’offerta degli ittiturismi, che rappresentano un elemento distintivo dell’esperienza ligure, unendo il mondo della pesca a quello dell’accoglienza e della ristorazione. Un modello che rafforza la sinergia tra esca e agricoltura, costa ed entroterra.
“Per sostenere questa crescita”, concludono Boeri e Rivarossa, “è fondamentale proseguire nel percorso di valorizzazione delle attività di diversificazione, così da garantire uno sviluppo equilibrato del settore e promuovere pienamente il made in Liguria.”
La Pasqua diventa così il punto di partenza di una stagione che si preannuncia favorevole, trainata soprattutto dal turismo interno e da una rinnovata voglia di riscoprire il territorio.






