Sono oltre 2000 le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata in Liguria che attendono il rinnovo del contratto nazionale, scaduto ormai da 13 anni. Una situazione definita non più sostenibile da FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, che hanno proclamato un presidio per venerdì 3 aprile dalle ore 9 alle 12 in via Cellini 22 a Genova, davanti al Piccolo Cottolengo Don Orione, sede regionale di ARIS.
“Nonostante siano già previsti adeguamenti tariffari significativi sui DRG – oltre 1,3 miliardi nel 2026 e 2 miliardi nel 2027 – le istituzioni e le associazioni datoriali come ARIS e AIOP non hanno ancora fornito risposte concrete”, denunciano i sindacati. Al centro della protesta anche il tema del divario salariale tra sanità pubblica e privata, ritenuto ormai insostenibile: “Un infermiere della sanità privata arriva a guadagnare circa 500 euro in meno al mese rispetto a un collega del pubblico. Una disparità che sta alimentando una fuga di personale sempre più preoccupante, con conseguenze dirette sulla qualità dei servizi, soprattutto per le persone più fragili”.
Nel mirino delle organizzazioni sindacali anche i grandi gruppi della sanità privata accreditata, tra cui GVM Care & Research: “Parliamo di realtà importanti, che operano stabilmente all’interno del sistema sanitario pubblico e che beneficiano di risorse pubbliche. Proprio per questo riteniamo inaccettabile che non si arrivi rapidamente al rinnovo contrattuale e al riconoscimento economico e professionale delle lavoratrici e dei lavoratori”.
I sindacati evidenziano inoltre come molti cittadini non siano pienamente consapevoli del funzionamento del sistema: “Pur ricevendo prestazioni pubbliche, spesso si entra in strutture private – come RSA o centri di riabilitazione – dove però le lavoratrici e i lavoratori operano con contratti scaduti e condizioni peggiori”.
Da qui la richiesta, ribadita con forza alla vigilia della mobilitazione: “È una situazione che non può più essere tollerata: serve il rinnovo immediato del contratto e il riconoscimento della dignità del lavoro anche nella sanità privata”.






