Politica - 03 aprile 2026, 19:02

Val Bisagno, riaperto il confronto sulla mobilità: spunta l’ipotesi di allargare la strada

Dopo le parole dell’ingegnere Misurale, Erica Martini (DSP) rilancia: “Alternativa concreta alle opere invasive, va valutata seriamente”

Val Bisagno, riaperto il confronto sulla mobilità: spunta l’ipotesi di allargare la strada

“Se oggi anche l’ingegnere idraulico Pietro Misurale afferma che una strada più larga sul Bisagno è una soluzione che si può valutare, allora una cosa è chiara: l’alternativa alle opere più invasive non era affatto una suggestione, ma una proposta concreta che meritava attenzione fin dall’inizio”. Così Erica Martini, componente del direttivo di Democrazia Sovrana Popolare, che sottolinea come questa apertura rappresenti una conferma di quanto sostenuto da tempo da comitati e professionisti del territorio, facendo riferimento a un recente articolo apparso su una testata locale.

Nei giorni scorsi la stessa Martini aveva riportato il tema al centro del confronto territoriale, partecipando a un incontro con i comitati della vallata insieme all’architetto Gabriele Baldi Caproriti. Quest’ultimo aveva già elaborato in passato una proposta basata sull’allargamento della strada in sponda destra del Bisagno, sfruttando il franco del torrente e ipotizzando una riorganizzazione complessiva della viabilità, con l’obiettivo di separare meglio il traffico privato dal trasporto pubblico.

All’incontro hanno preso parte anche esponenti del comitato “Insieme per la Val Bisagno”, tra cui la presidente Alessia Traverso e Carla Veggi, a conferma di un interesse diffuso su un tema che coinvolge quotidianamente migliaia di cittadini.

“Fa piacere leggere oggi che anche Misurale considera valutabile una strada più larga sul Bisagno. Evidentemente l’idea non era così strana come qualcuno poteva pensare – prosegue Martini –. Lo diciamo da tempo insieme ai comitati e all’architetto Baldi Caproriti: prima di riempire la vallata di opere invasive, bisognerebbe avere il coraggio di approfondire fino in fondo le alternative che lavorano sul piano stradale e sul trasporto pubblico di superficie”.

Per Martini non si tratta di rivendicare priorità politiche, ma di prendere atto di un’evoluzione del dibattito pubblico. “La cosa positiva, oggi, è che un’idea portata avanti da cittadini, comitati e professionisti del territorio non solo non è stata archiviata, ma viene ripresa anche da una seconda voce tecnica autorevole. Questo ci dà forza, perché conferma che lavorare con serietà sui problemi reali resta il metodo giusto”.

La questione, sottolinea, ha ricadute dirette sulla vita quotidiana della popolazione. Tra traffico intenso, tempi di percorrenza elevati e un sistema di collegamenti spesso inadeguato, la mobilità in Val Bisagno rappresenta un nodo cruciale per lavoratori, studenti e famiglie.

“Quando si parla di mobilità, si parla del tempo delle persone, della qualità della vita nei quartieri, della possibilità di spostarsi in modo più semplice e più dignitoso – aggiunge –. Ed è lo stesso approccio che intendo portare avanti anche su altri fronti essenziali per Genova, a partire dalla sicurezza e dalla sanità”.

Martini annuncia inoltre che l’attività sul territorio proseguirà nelle prossime settimane anche nel centro storico, con nuovi incontri già in fase di organizzazione insieme alle associazioni locali.

“Anche sulla sicurezza voglio continuare a fare quello che considero doveroso: ascoltare chi vive davvero i problemi, dare voce alle realtà del territorio e provare a costruire idee pratiche. È il metodo più semplice, ma anche il più serio: partire dalla vita concreta delle persone, non dalle formule”.

Democrazia Sovrana Popolare ribadisce infine la necessità di valutare tutte le opzioni disponibili per migliorare la mobilità della vallata, privilegiando soluzioni capaci di coniugare efficienza del trasporto pubblico e riduzione dell’impatto sul territorio.

“Oggi il tema non è chi lo ha detto prima – conclude Martini –. Il tema è che un’altra voce tecnica conferma pubblicamente che questa ipotesi merita attenzione. E allora sarebbe sbagliato far finta di niente. La Val Bisagno merita rispetto, serietà e un confronto vero su tutte le soluzioni possibili”.

Redazione


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