Doveva essere l'occasione per dimostrare di aver messo alle spalle la beffa con l'Udinese, cercando su un palcoscenico di prestigio punti comunque non solo fini all'estetica o al prestigio ma anche a una salvezza comunque matematicamente ancora da acciuffare.
E invece sembra essere durata non solo di una settimana la pausa dal campionato per la squadra di De Rossi: a questo lasso di tempo va aggiunta quasi un'ora di gioco dove la Juventus fa il bello e il cattivo tempo mettendo agevolmente nel cassetto il 2-0 finale, con un Genoa tutt'altro che coraggioso ma, al contrario, raccolto nella propria trequarti di campo e da subito in balìa della squadra di Spalletti, carica a pallettoni dai risultati degli altri campi e che porta così fa un deciso scatto verso il quarto posto.
A questa va aggiunto un approccio per la squadra di De Rossi che forse è il peggiore di quelli visti col tecnico romano alla guida dei rossoblù. E così il vantaggio bianconero arriva già dopo 4' scarsi, sugli sviluppo di un calcio d'angolo mal controllato difensivamente da Frendrup e Bremer trova il colpo di testa che, deviato da Vasquez, sorprende Bijlow. Il Grifone prova a rispondere con una punizione velleitaria di Malinovskyi, ma invece è la squadra di Spalletti a raddoppiare in contropiede al 17' con McKennie.
Da lì in poi il primo tempo diventa quasi accademia per i bianconeri. Mentre McKennie tra fine primo e inizio secondo tempo grazia il Genoa, salvato poi dal palo sulla conclusione incrociata di David al 48', il primo tiro in porta da parte rossoblù arriva al 53' con il neo entrato Baldanzi – nella quasi annunciata staffetta con Messias – a impegnare dal limite l'altro subentrante Di Gregorio che all'intervallo aveva preso il posto di Perin.
Non è però proprio giornata per il Grifone, che pure avrebbe l'opportunità di riaprirla alla mezz'ora circa della ripresa. E' tutto nel segno di Martin che viene atterrato sulla linea dell'area di rigore, dopo un check non semplicissimo il signor Massa viene corretto nella decisione iniziale di assegnare la punizione dal limite convertendola in calcio di rigore. Lo stesso mancino spagnolo fa diventare l'estremo casalingo protagonista, con l'ennesimo tiro dagli undici metri gettato alle ortiche in questa stagione dai rossoblù.
Poco di altro succede nel finale di gara, con Bjilow che evita un passivo più pesante per i suoi all'82' alzando in corner la conclusione dalla lunghissima distanza di Milik che aveva provato a sorprenderlo. Per il resto è tutto giro palla dei bianconeri con Vitinha e compagni portati a spasso per il campo avviandosi stancamente al triplice fischio. La testa ora subito tra sette giorni perché al “Ferraris”, all'ora di pranzo, arriva un Sassuolo che poco ha da chiedere ormai a questo campionato. Ed è lì che il Grifone dovrà invece dimostrare di avere tutta la fame di andare ad agguantare tirando fuori gli artigli quei punti salvezza che ancora mancano.
IL TABELLINO
JUVENTUS-GENOA 2-0
Reti: 4' Bremer, 17' McKennie
Juventus (3-4-3): Perin (46' Di Gregorio); Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Locatelli, K. Thuram, Cambiaso (83' Holm); Conceicao (83' Miretti), David (67' Milik), Yildiz (90' Boga).
A disposizione: Pinsoglio; Gatti, Koopmeiners, Vlahovic, Zhegrova, Kostic, Openda, Cabal.
Allenatore: L. Spalletti
Genoa (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Østigård, Vasquez; Ellertsson, Messias (52' Baldanzi), Malinovskyi (66' Masini), Frendrup (84' Ekhator), Martin; Vitinha, Colombo (66' Ekuban).
A disposizione: Leali, Sommariva; Amorim, Zätterström, Sabelli, Ekhator, Otoa, Grossi, Ouedraogo.
Allenatore: D. De Rossi
Arbitro: Massa di Imperia
Note: al 74' Martin si fa parare il rigore da Di Gregorio






