Politica - 08 aprile 2026, 13:32

Buoni pasto anche in smart working, svolta per i dipendenti comunali: oltre 2.500 interessati

Con l’entrata in vigore del nuovo CCNL il Comune di Genova riconosce i ticket anche per il lavoro da remoto. Accrediti da aprile per le mensilità arretrate. Mascia: "Possiamo dire vinta una battaglia per un diritto sacrosanto"

Foto d'archivio generica

Foto d'archivio generica

rriva il via libera ai buoni pasto anche per chi lavora in smart working al Comune di Genova. La comunicazione ufficiale è stata inviata ai dipendenti con una mail della Direzione competente datata 2 aprile, che recepisce le novità introdotte dall’ultimo contratto collettivo nazionale.

Nel dettaglio, viene chiarito che i ticket saranno riconosciuti anche nelle giornate svolte in modalità agile, equiparando di fatto il lavoro da remoto a quello in presenza. Ai fini dell’erogazione, le ore lavorate in smart working saranno considerate pari a quelle ordinarie che il dipendente avrebbe svolto in ufficio. Inoltre, i buoni maturati tra il 24 e il 28 febbraio e quelli relativi al mese di marzo saranno accreditati nel corso di aprile.

Una misura che riguarda una platea ampia: oltre 2.500 lavoratori comunali, circa la metà dell’organico complessivo. A commentare il risultato è Mario Mascia, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, che parla di un traguardo raggiunto dopo un lungo percorso: "Sono oltre 2.500 i dipendenti comunali interessati, la metà dell'organico: possiamo dare per vinta la battaglia per il sacrosanto diritto alla retribuzione del pasto di chi comunque lavora per l'ente, a prescindere da dove e come".

Mascia ripercorre anche le tappe politiche e amministrative che hanno portato al riconoscimento del beneficio, ricordando l’emendamento presentato nel settembre 2025, e respinto, e una successiva interrogazione sul tema. "È stato un percorso impervio, affrontato fianco a fianco dei lavoratori e di chi li tutela", sottolinea, evidenziando come la questione sia stata al centro del confronto tra amministrazione e rappresentanze sindacali.

Il tema dei buoni pasto, spiega il capogruppo, riguarda non solo i dipendenti comunali coinvolti negli accordi di smart working e telelavoro, ma anche un sistema più ampio di enti e realtà del territorio che negli anni hanno aderito ai protocolli sulla flessibilità lavorativa promossi dal Comune.

"Non si può accettare che nel 2026 chi non lavora in presenza – ma comunque lavora – subisca un trattamento deteriore rispetto a chi è in ufficio", conclude Mascia, rivendicando anche il lavoro fatto negli anni scorsi sul regolamento del lavoro agile e sugli accordi con le parti sociali, considerati alla base dell’introduzione di questa novità.

Redazione


Vuoi rimanere informato sulla politica di Genova e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 348 0954317
- inviare un messaggio con il testo GENOVA
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
LaVocediGenova.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP GENOVA sempre al numero 0039 348 0954317.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
SU