Una dichiarazione del Sovrintendente Michele Galli ha innescato un'interrogazione in Consiglio comunale, portando alla luce una situazione finanziaria tutt'altro che tranquilla per la Fondazione Teatro Carlo Felice. A sollevare la questione è il consigliere Pietro Piciocchi, che ha citato le parole di Galli secondo cui i contributi pubblici vengono iscritti nel bilancio della fondazione solo a fronte di atti deliberativi formali da parte dei soci. Una posizione che, secondo Picciocchi, contrasta con la prassi consolidata degli enti, Comune di Genova e Regione Liguria in testa, di iscrivere le contribuzioni attese sulla base degli impegni assunti, integrandole poi nel corso dell'anno. "Sette edizioni del Festival di Nervi si sono sempre chiuse regolarmente", ha ricordato il consigliere.
Il vice sindaco Alessandro Terrile ha confermato che il contributo ordinario del Comune per il 2026 è fissato a 4,5 milioni, lo stesso del 2025, ma che al momento risultano stanziati soltanto 2 milioni, destinati a crescere dopo l'approvazione del rendiconto prevista entro il 30 aprile. Nel 2025 il Comune aveva erogato complessivamente 4,8 milioni, 4,5 ordinari più 300.000 euro per il Festival dei Balletti di Nervi, mentre la Regione Liguria si era fermata ai 3 milioni ordinari.
Terrile ha però ammesso due criticità serie. La prima riguarda proprio il Festival di Nervi 2025: Comune e Regione si erano impegnati a sostenere l'edizione con un milione di euro ciascuno, ma alla fine solo il Comune ha contribuito, con 300.000 euro. La Regione non ha ancora trasferito la somma promessa, e il preconsuntivo 2025 registra una perdita stimata di circa 2,4 milioni. La seconda criticità riguarda alcune scenografie acquistate dalla Scala di Milano per circa 30.000 euro e iscritte a bilancio del Carlo Felice per un valore compreso tra 1 e 4,5 milioni. Se venissero svalutate, le perdite complessive del 2025 potrebbero salire fino a circa 3 milioni. "I soci dovranno guardarsi negli occhi e capire come coprire le perdite accumulate", ha detto Terrile.
Nella replica, Piciocchi ha osservato che il bilancio di previsione 2025 della precedente amministrazione stanziava 2,5 milioni per il Carlo Felice, contro i 2 milioni dell'attuale bilancio 2026, e ha segnalato un analogo taglio al contributo per Palazzo Ducale. Ha poi invitato l'amministrazione a maggiore prudenza rispetto agli esposti legati alla vicenda delle scenografie: "Prima di tirare la giacchetta alla magistratura, pensateci bene, per non ledere la reputazione del teatro". A preoccupare, ha concluso, sono soprattutto i lavoratori, in attesa di capire se certe iniziative fossero fondate o semplicemente "improvvide".






