Oltre 3.500 posti di lavoro pronti a essere attivati e una massa salariale che supera i 2,3 miliardi di euro. Sono i numeri imponenti che emergono dal report della Filca Cisl Liguria, presentato questa mattina a Palazzo San Giorgio davanti a una platea di oltre 250 persone. Al centro del dibattito, il futuro delle infrastrutture regionali e la necessità di trasformare il settore delle costruzioni in una leva strategica non solo per la mobilità, ma anche per la rigenerazione urbana e la sicurezza del territorio.
Secondo lo studio della Filca Cisl, l'impatto occupazionale delle quattro grandi opere "bandiera" (una per provincia) sarebbe determinante per l'economia ligure. A Genova, la Gronda si conferma l'intervento più atteso, con una previsione di 1.200 lavoratori edili e un miliardo di massa salariale. Seguono il raddoppio della Pontremolese alla Spezia (1.400 occupati e oltre un miliardo di massa salariale), il raddoppio ferroviario Finale Ligure–Andora nel savonese (700 addetti e 238 milioni di massa salariale) e il Traforo Armo-Cantarana nell'imperiese (250 addetti e 90 milioni di massa salariale).
"Come Filca Cisl Liguria siamo pronti a fare la nostra parte. Oggi, però, chiediamo alle istituzioni coraggio, responsabilità e visione”, spiega Andrea Tafaria, segretario generale Filca Cisl Liguria. “È necessario costruire un vero patto per l’edilizia: non un semplice momento di confronto, ma un impegno chiaro e condiviso, fatto di obiettivi e responsabilità precise, capace di definire una strategia industriale del settore e di garantire continuità negli investimenti”.
A dare il via ai lavori è stato il segretario generale Cisl Liguria, Luca Maestripieri, che ha puntato il dito contro i ritardi che ancora bloccano il capoluogo: “Oggi la nostra regione è davvero un laboratorio a cielo aperto, ed è un luogo in cui si deve decidere se l’edilizia sarà solo esecuzione materiale di opere oppure leva strategica di trasformazione del nostro territorio. Ma proprio perché vogliamo essere seri fino in fondo, dobbiamo nominare anche ciò che non va e ciò che non possiamo più accettare. Penso anzitutto allo stallo della Gronda autostradale di Genova, che resta una ferita aperta”.
Secondo Maestripieri, il costo dell'immobilismo non è più accettabile: “Chi continua a non decidere, o peggio ancora a tornare indietro, deve sapere che sta bloccando opportunità, sicurezza, lavoro, competitività”.
Il convegno ha visto la partecipazione di figure di spicco come l'architetto Stefano Boeri e i rappresentanti delle giunte regionale e comunale, che hanno discusso di edilizia sostenibile e prevenzione del dissesto idrogeologico. Temi che Ottavio De Luca, segretario generale Filca Cisl nazionale, ha posto come priorità per l'intero Paese: "Piano casa, rigenerazione urbana, infrastrutture e lotta al dissesto idrogeologico sono le priorità che abbiamo indicato come Filca. La rigenerazione urbana può e deve diventare una leva strategica di sviluppo e non una sommatoria di interventi emergenziali”.
De Luca ha lanciato anche una proposta politica forte per sbloccare le risorse: “La nostra proposta è di scorporare gli investimenti per il dissesto idrogeologico in Italia dal Patto di Stabilità europeo, viste le caratteristiche morfologiche del nostro Paese. E poi bisognerebbe usare meglio i fondi stanziati dall’Ue, accelerando i progetti grazie ad un più efficace coordinamento tra Stato, Regioni e Comuni”.






