Attualità - 11 aprile 2026, 08:00

Val Bisagno, un parco lineare per far circolare il tram: “Alternativa dal basso alla cabinovia”

Federico Perotti, ingegnere genovese, ha sviluppato autonomamente un progetto di riqualificazione del tratto Brignole–Staglieno: 2,7 chilometri di verde, percorsi ciclopedonali e una linea tranviaria in superficie. I rendering mostrano un corridoio urbano completamente trasformato

Mentre il dibattito sulla mobilità in Val Bisagno continua a spaccare l’opinione pubblica animando comitati, tecnici e amministratori che si dividono tra favorevoli e contrari all’idea della cabinovia da Brignole a Molassana, ‘dal basso’ arriva una proposta concreta.

È quella di un cittadino, Federico Perotti, giovane ingegnere genovese che, in maniera del tutto autonoma, ha sviluppato negli ultimi mesi un progetto di riqualificazione della tratta Brignole-Staglieno, la porzione più congestionata della valle, lunga circa 2,7 chilometri. Il suo progetto integra due obiettivi: migliorare la mobilità e rigenerare lo spazio pubblico e lo fa con un parco lineare dotato di percorsi ciclopedonali e una possibile linea tranviaria in superficie.

Perotti ha ipotizzato dei rendering per dettagliare la proposta, restituendo un’immaagine della Val Bisagno oggi difficile da immaginare: prati, alberi e verde che corrono lungo fiume per diversi metri, affiancati da doppi filari di alberi. Una pista rossa per muoversi in bicicletta che si muove parallelamente ai percorsi pedonali, il tutto puntellato di panchine e aree sosta, ma anche di spazi per i bambini e le bambine e di aree per l’attività fisica all’aperto.

Sul lato opposto al parco scorre una linea tranviaria integrata nel tessuto viario senza barriere invasive, con fermate direttamente accessibili dal parco. Il quadro d'insieme è quello di un boulevard urbano contemporaneo, con il verde come elemento strutturante e il trasporto pubblico come colonna vertebrale.

Perotti non si presenta come tecnico o portavoce di alcun comitato. Nella lettera con cui accompagna i rendering scrive con chiarezza: “Non rappresento alcun soggetto politico o professionale, ma credo che, in una fase in cui si stanno valutando diverse alternative, possa essere utile portare all'attenzione anche proposte sviluppate dal basso, soprattutto se mirano a integrare mobilità e rigenerazione urbana”.

L'idea, spiega, nasce con un obiettivo più ampio del semplice trasporto: “Non solo migliorare gli spostamenti, ma anche riqualificare un'area centrale della città, aumentando la qualità della vita, il valore urbano e la fruibilità degli spazi lungo il Bisagno”.

Il tratto scelto non è casuale: è il nodo più critico del sistema di mobilità della valle, quello dove la congestione è più acuta e dove un intervento di superficie avrebbe il maggiore impatto visibile per i residenti.

La proposta di Perotti arriva in un momento in cui l'alternativa ufficiale, la cabinovia il cui progetto è stato presentato lo scorso 28 marzo, è sotto pressione. Le critiche all’elaborato del Politecnico di Milano si sono moltiplicate nelle ultime settimane, sia sul piano tecnico che su quello della compatibilità con il tessuto urbano e le abitudini di mobilità dei residenti.

Il parco lineare nel disegno proposto da Perotti sembra invece riassumere il pensiero prevalente in valle che, con il tipico pragmatismo genovese, chiede un nuovo collegamento che sostenga la mobilità che sappia dare certezze alle tante persone che abitano uno dei quartieri più popolosi della città.

I.R.

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