Un ponte tra pubblico e privato per trasformare l’inclusione sociale in stabilità abitativa. È questo il punto del “mediatore immobiliare”, la nuova figura presentata questa mattina a Palazzo Tursi nell’ambito del progetto LGNET 3, promosso dal Comune di Genova insieme ad Anci Liguria e finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2021-2027.
Il mediatore immobiliare rappresenta una delle principali innovazioni della terza edizione del progetto: inserito in un’équipe multidisciplinare con educatore e psicologo, ha il compito di dialogare direttamente con il mercato della locazione privata, offrendo ai proprietari garanzie economiche e supporto tecnico, e ai beneficiari un percorso di educazione all’abitare responsabile.
Un cambio di paradigma rispetto al passato, come sottolineato da Cristina Lodi, assessora al Welfare del Comune di Genova: "Da luglio, momento del nostro insediamento, abbiamo impresso una decisa accelerazione al progetto LGNET 3, in cui crediamo profondamente. Il nostro obiettivo è stato fin da subito rendere questo servizio il più accessibile e capillare possibile, e i risultati di questi ultimi mesi tra il 2025 e l'inizio del 2026 parlano chiaro: abbiamo assistito a una vera esplosione di utilizzi. Ad oggi, 150 persone hanno già trovato casa, con un regolare contratto di affitto, mentre attualmente altre 180 sono seguite in questo percorso; inoltre, una ventina di famiglie è riuscita addirittura ad acquistare casa. Il cuore del successo sta nella prossimità: grazie al nostro camper, l’unità mobile LGNET presente nelle piazze 4 giorni su 7, e alla stretta sinergia con i Municipi, riusciamo a intercettare il bisogno laddove si manifesta. Non offriamo solo assistenza, ma un percorso strutturato con un’équipe multiprofessionale che accompagna i cittadini dalla 'bassa soglia' fino alla piena autonomia abitativa. Siamo estremamente soddisfatti della proroga del progetto: è la conferma che la strada è quella giusta e siamo certi che i risultati futuri saranno ancora più significativi. La figura del mediatore immobiliare è una intuizione che potrà essere esportata e resa strutturale grazie alla grande capacità di innovazione degli Enti del Terzo Settore".
Numeri che confermano l’efficacia del modello: nell’ultimo anno 158 persone hanno trovato casa, circa 200 sono state profilate e 24 – tra singoli e nuclei familiari – hanno già acquistato un immobile.
La nuova figura si inserisce in un sistema articolato su tre pilastri: l’unità mobile attiva nei Municipi per intercettare le fragilità, il “One stop shop” di vico Tacconi per la gestione centralizzata dei servizi e, appunto, il mediatore immobiliare, che completa il percorso accompagnando verso una soluzione abitativa stabile.
Durante l’incontro è intervenuto anche Flavio Di Muro, sindaco di Ventimiglia e presidente della Commissione Immigrazione Anci: "Questo progetto ha dimostrato il suo valore nelle grandi città, ma ora la sfida è estenderlo ai Comuni medio-piccoli. L’obiettivo è gestire un’immigrazione regolare offrendo percorsi reali a chi vuole integrarsi, garantendo al contempo la massima tutela ai proprietari immobiliari, che hanno il sacrosanto diritto di sentirsi rassicurati nell'affittare i propri beni. Grazie alla disponibilità del Ministero dell’Interno e a un contesto politico favorevole, abbiamo l'opportunità di incidere sul nuovo Piano Casa che il Governo sta delineando. Non basta investire risorse pubbliche per costruire alloggi residenziali: dobbiamo pensare al 'giorno dopo', assicurando che l'occupazione degli spazi avvenga in modo giusto e decoroso. Integrazione significa accoglienza per chi la merita, ma anche rispetto assoluto per il patrimonio che viene messo a disposizione".
Sulla stessa linea Davide Patrone, assessore alle Politiche della Casa: "Gli strumenti di mediazione che l’ente pubblico può mettere in campo tra proprietà e inquilini sono fondamentali per costruire un accompagnamento all’autonomia abitativa. L’obiettivo è inserire i fabbisogni abitativi specifici all’interno di una risposta pubblica organica, in modo unitario e non frammentario, capace sia di rafforzare l’intervento diretto del Comune sia di attivare forme strutturate di matching con il mercato privato. In questo quadro, il mediatore immobiliare agisce come un vero e proprio facilitatore: abbatte i pregiudizi, offre tutele concrete ai piccoli proprietari attraverso i fondi di garanzia e rende possibile l’utilizzo di alloggi oggi sfitti. Svolge un ruolo fondamentale sia per l’inclusione e l’autonomia abitativa sia per il contrasto allo sfitto. Si tratta di uno strumento che consente di rafforzare il ruolo pubblico di indirizzo e accompagnamento, costruendo al tempo stesso un’alleanza stabile tra pubblico e privato. Questa impostazione permette non solo di dare risposte concrete ai bisogni abitativi, ma anche di valorizzare il patrimonio esistente, integrandolo nella strategia complessiva dell’amministrazione. I dati presentati oggi dimostrano che, se guidati tecnicamente e inseriti in una visione unitaria, questi strumenti possono contribuire in modo efficace e strutturale alla risposta abitativa della città".
A chiudere, il vicedirettore di Anci Liguria Luca Petralia, che ha annunciato la proroga del progetto: "La giornata di oggi segna un traguardo fondamentale per LGNET, non solo per i risultati raggiunti, ma per la conferma ufficiale arrivata dal Ministero: il progetto proseguirà per i prossimi due anni con un incremento delle risorse. Questo annuncio premia l'efficace azione di regia che ha visto collaborare 21 città, le Anci regionali e quella nazionale in una sinergia senza precedenti. La nostra cabina di regia ha dimostrato di non essere soltanto un centro di erogazione di interventi tecnici, ma un vero motore di cambiamento culturale. Il nostro impegno ora è duplice: continuare a fornire servizi essenziali ai cittadini stranieri e, contemporaneamente, formare i Comuni affinché siano sempre più pronti e operativi sul fronte dell'integrazione socio-sanitaria. È questa capacità di fare rete che rende i territori capaci di rispondere con umanità e competenza alle sfide dell'accoglienza".







