Provengono da zone di guerra, hanno figli al seguito, oneri, impegni inderogabili in una società, per loro, nuova. A queste persone, due donne sfuggite agli orrori dei conflitti in Siria, e una donna somala che ha affrontato il viaggio della speranza con la figlia disabile, ha teso la mano la Comunità di Sant’Egidio: a ciascuna di loro è data un’opportunità di formazione e, dove possibile, di inserimento lavorativo, con l’affiancamento dei volontari per diventare collaboratrici domestiche per anziani soli e non più completamente indipendenti. Il progetto è stato finanziato da A.Se.F., l’azienda delle onoranze funebri del Comune di Genova, che da anni opera in sinergia con Sant’Egidio per l’inserimento – o il reinserimento – nella società dei soggetti più fragili ed esposti.
Le donne sono giunte in Italia, e a Genova, grazie ai “Corridoi umanitari” - aperti in virtù di una collaborazione tra la Comunità di Sant’Egidio, le Chiese Evangeliche e il Governo italiano - che hanno permesso di aiutare persone sfollate da zone di guerra. I percorsi prevedono, dopo la necessaria formazione, un periodo di tutoring con i volontari più esperti di Sant’Egidio, al servizio di anziani soli e bisognosi di aiuto. Gli ambiti di assistenza sono le faccende domestiche, l’accompagnamento alle visite mediche, il disbrigo di pratiche amministrative, le piccole spese quotidiane. Queste persone saranno dunque introdotte nel mondo del lavoro e accompagnate in un percorso di reale e concreta formazione. Ma avranno anche tempo libero da dedicare alla propria famiglia.
“Siamo profondamente grati ad A.Se.F. per aver scelto di sostenere questo progetto, che tiene insieme due grandi sfide del nostro tempo: l’accoglienza dei migranti e la cura degli anziani – commenta Andrea Chiappori, responsabile della Comunità di Sant’Egidio in Liguria - È fondamentale che realtà private e aziende sentano sempre più la responsabilità di contribuire a percorsi di integrazione come questo. Solo unendo le forze possiamo trasformare i corridoi umanitari in vere opportunità di vita, permettendo al contempo ai nostri anziani di restare nelle proprie case. Le azioni indicate da papa Francesco per offrire risposte ai drammi delle migrazioni – accogliere, proteggere, promuovere e integrare – sono le stesse da mettere in atto per prenderci cura della fragilità della nostra popolazione anziana”.
“In questo periodo di grande incertezza – commenta l’amministratore unico di A.Se.F. Maurizio Barabino – ovunque si guardi, purtroppo, ci sono guerre. I flussi migratori di persone in cerca di un futuro e di una vita più sicura sono incessanti. Nel tempo abbiamo imparato a conoscere la grande professionalità della Comunità di Sant’Egidio. E, grazie alle sue competenze, con le borse lavoro tre di queste persone potranno avere una nuova opportunità di vita e fiducia nell’avvenire”.
I PROFILI DELLE BENEFICIARIE DEI CORSI DI FORMAZIONE
K.I., nata in Libia nel 1989, cittadina siriana.
Il percorso scolastico intrapreso nel paese di origine è corrispondente alle nostre scuole medie. Successivamente ha svolto alcuni lavori nel campo del commercio, interrotti a causa del conflitto che ha interessato in modo particolare la sua città di residenza, Aleppo.
Giunta in Italia con il progetto dei “Corridoi umanitari Sant’Egidio” nel gennaio del 2021, ha ottenuto lo status di rifugiata nel 2022. Ha frequentato i corsi base della Scuola di italiano di Sant’Egidio e ha svolto successivamente diversi lavori nel campo delle pulizie.
Tra le sue competenze spiccano quelle legate a lavori pratici che richiedono una certa organizzazione. Appassionata di sport e musica.
A.Q. R., nata in Siria nel 1982, cittadina siriana.
Nel paese di origine ha svolto un percorso scolastico equivalente al 1° ciclo nei paesi europei. Giunta in Italia nel giugno 2016, con il progetto “Corridoi umanitari Sant’Egidio”, ha ottenuto con tutto il suo nucleo familiare lo status di rifugiata.
Madre di tre figli, il più grande affetto da disabilità, ha sempre coniugato il ruolo di genitore con le attività formative, in particolare la scuola, e alcuni lavori nel campo delle pulizie.
Ha frequentato diversi corsi per l’apprendimento della lingua italiana, tra cui i corsi della Scuola di italiano di Sant’Egidio, conseguendo nel 2025 la certificazione linguistica B1 Celi2 che le ha permesso di inoltrare la domanda per ottenere la cittadinanza italiana. La pratica è tuttora in corso.
M.L., nata in Somalia nel 1986, cittadina somala.
Giunta in Italia quattro anni fa con la figlia minorenne affetta da grave disabilità.
I volontari la supportano anche nelle necessità della bambina






