Attualità - 16 aprile 2026, 08:00

Addio al nido Montessori del Porto Antico: il Comune annuncia la chiusura definitiva

Stop a settembre per costi elevati e spazi inadeguati al tempo pieno. Quattordici bambini saranno ricollocati nelle strutture del centro storico

Immagine di repertorio

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La notizia non è certo di quelle da festeggiare, da settembre il micronido del Porto Antico, l’unico a indirizzo montessoriano tra i nidi comunali, smetterà tutte le attività.

La conferma ufficiale è arrivata durante un incontro tra l’assessora ai Servizi educativi Rita Bruzzone, le responsabili d’ambito del Comune e le rappresentanti dei genitori. 

Da Tursi fanno sapere che la decisione è diventata inevitabile per una combinazione di fattori tecnici ed economici. I costi di gestione sono stati giudicati troppo elevati rispetto al numero ridotto di iscritti. Inoltre, la struttura, situata in spazi di proprietà di Porto Antico Spa, non permetteva l'adeguamento necessario per trasformare l'attuale offerta part-time (7:30-13:30) in un servizio a tempo pieno.

Le verifiche tecniche hanno infatti escluso la possibilità di ampliare gli spazi per accogliere un gruppo di almeno venti bambini, requisito minimo per rispettare gli standard normativi e qualitativi richiesti per il "full time".

Il Comune ha garantito che nessuno dei piccoli frequentanti resterà senza posto. Dei quindici bambini attualmente iscritti quattordici sarago trasferiti nei nidi di zona, in particolare nelle strutture Sarzano, Oleandro, San Donato e Lomellini. Uno invece concederà il ciclo e passerà direttamente alla scuola dell’infanzia.

Nonostante le rassicurazioni sulla continuità educativa, resta la delusione delle famiglie per la perdita di un metodo pedagogico specifico e per le modalità con cui è stata gestita l’informazione.

Come ha sottolineato Elisa Levati, responsabile dei genitori, durante l’incontro l’assessora ha riconosciuto il ritardo nella comunicazione alle famiglie, presentando le proprie scuse.

Una presa di coscienza che, tuttavia, non cancella la delusione delle famiglie.

Intanto, l’amministrazione conferma la volontà di riorganizzare i servizi 0-3 anni per ottimizzare le risorse e garantire orari prolungati, rispondendo così alle esigenze delle famiglie.

I.R.

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