Più di tremila bambini e ragazzi hanno invaso le strade del centro per lanciare un messaggio chiaro: basta alla guerra. Oltre cento classi, dalle scuole dell’infanzia fino alle medie, hanno partecipato alla marcia “Facciamo la pace?!”, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio e giunta alla terza edizione.
Il corteo si è snodato tra il Porto Antico e piazza Matteotti, superando il numero di partecipanti dello scorso anno. Un segnale, secondo gli organizzatori, della crescente attenzione sul tema della pace in quello che è stato definito “il tempo della forza”, dove i conflitti sembrano diventare strumenti ordinari di risoluzione.
Durante la manifestazione, i bambini hanno portato cartelloni colorati, disegni e striscioni con messaggi di pace, affiancati dai nomi dei Paesi segnati dalle guerre: Iran, Libano, Gaza, Ucraina, Sudan e altri territori spesso dimenticati.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune e dall’Ufficio scolastico regionale, si è conclusa in piazza Matteotti. Qui sono intervenute anche le istituzioni. L’assessore ai servizi educativi e al diritto all’istruzione, Rita Bruzzone, ha sottolineato il valore simbolico della presenza dei più giovani: "Voi bambini siete il messaggio più potente che le istituzioni possono ascoltare. Voi siete la nostra arma pacifica più potente".
Particolarmente toccanti le testimonianze portate sul palco. Quella di Anna, 93 anni, ha raccontato cosa significasse crescere durante la guerra, tra bombardamenti e rifugi, ma anche la gioia del ritorno alla pace. Mohammad, 28 anni, arrivato dall’Afghanistan, ha invece condiviso la sua esperienza di infanzia sotto le bombe: "La guerra toglie un pezzo di vita ogni giorno. Noi abbiamo la fortuna di vivere in pace e possiamo sognarla anche per tanti altri".
Al termine della giornata, i partecipanti hanno consegnato simbolicamente un appello ai consoli di diversi Paesi, impegnandosi a costruire la pace ogni giorno, anche nei piccoli gesti quotidiani. Dal palco, il messaggio finale: "Oggi sentiamo di essere la maggioranza. La maggioranza dei bambini e dei giovani è contro la guerra: ascoltateci. Perché la pace, come l’aria, è indispensabile".










