Attualità - 16 aprile 2026, 18:18

Studentato diffuso, le associazioni attaccano il Comune: “Nessun confronto preventivo”

Critiche alla delibera su 60 immobili affidati a SPIM: “Rischio di strumenti inefficaci e scelte difficilmente applicabili”

Studentato diffuso, le associazioni attaccano il Comune: “Nessun confronto preventivo”

La delibera che autorizza SPIM a destinare 60 immobili a un progetto di studentato diffuso in social housing accende lo scontro con le associazioni della proprietà e dell’inquilinato. Ape Confedilizia, APPC, ASPPI, Unioncasa e UPPI, Aniag, Feder.Casa Confsal, Sicet, Sunia e Uniat hanno diffuso una nota per contestare il mancato coinvolgimento preventivo delle rappresentanze firmatarie dell’Accordo territoriale del Comune di Genova del 3 giugno 2025, che disciplina anche i contratti di locazione per studenti.

Le associazioni parlano apertamente di “forte perplessità” per una scelta che, su un tema considerato cruciale per gli equilibri del mercato abitativo cittadino, sarebbe stata presa senza confronto con i soggetti che, in base alla legge 431/1998, sono chiamati a definire le condizioni concrete di applicazione dei contratti per studenti.

Secondo le organizzazioni, non si tratta di una semplice questione formale. “Il coinvolgimento delle associazioni – spiegano – non ha natura autorizzativa rispetto alle scelte dell’amministrazione, ma è funzionale a garantire che le decisioni politiche possano tradursi in strumenti realmente applicabili”. L’assenza di questo passaggio, aggiungono, espone al rischio di costruire interventi “difficilmente attuabili nella pratica”.

Non è la prima volta, sottolineano ancora, che il confronto venga escluso. “Come già avvenuto in passato, la discussione si è svolta senza il coinvolgimento delle associazioni della proprietà e dell’inquilinato, finendo per svilirne il ruolo e rischiando di compromettere l’efficacia degli strumenti previsti”.

Nel mirino anche il dibattito in Consiglio comunale, descritto come segnato da logiche contrapposte che avrebbero prodotto “dichiarazioni ed emendamenti non coerenti con il quadro normativo vigente e con il funzionamento concreto dei contratti per studenti”.

Il risultato, secondo le associazioni, è duplice: da un lato un problema di metodo, legato alla mancata attivazione di un confronto preventivo; dall’altro un problema di merito, con il rischio di compromettere l’efficacia delle misure che si intendono introdurre.

Le organizzazioni ribadiscono infine il proprio ruolo: non esprimere un assenso sulle scelte di destinazione del patrimonio pubblico, ma contribuire, con competenze riconosciute dalla legge, alla definizione di regole “chiare, sostenibili e concretamente applicabili”.

Da qui la richiesta di aprire rapidamente un confronto strutturato nelle prossime fasi, per evitare che interventi potenzialmente rilevanti per la città si traducano in strumenti inefficaci rispetto agli obiettivi dichiarati.

Redazione

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