Regione - 17 aprile 2026, 16:06

Blue Economy, Genova e Liguria tracciano la rotta: "Visione strategica e capitale umano per restare leader"

Al Forum di Confindustria, il Presidente Bucci lancia il piano per il futuro e la Sindaca Salis chiama gli investitori

Genova e la Liguria si confermano l'epicentro dell'economia del mare italiana. Al convegno "Genova e Liguria capitali dell'economia del mare 2026", organizzato da Confindustria presso i Magazzini del Cotone, i vertici di Regione e Comune hanno delineato una strategia comune per consolidare un primato che oggi vale l'11% del PIL nazionale.

Il Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, intervenuto insieme all'assessore allo Sviluppo economico Alessio Piana, ha aperto i lavori sottolineando la necessità di non sedersi sugli allori. Nonostante la Liguria sia leader nel Mediterraneo, la competizione globale impone un salto di qualità.

"Dobbiamo mettere a punto un piano strategico di visione per il futuro dell'economia del mare. La Liguria è leader in Italia e nel Mediterraneo in questo settore, ma è necessario fare ancora meglio: per mantenere questo primato serve attenzione all'innovazione, prontezza nell'intercettare le nuove frontiere tecnologiche e un impegno costante nel rimanere al passo con i tempi".

Per Bucci, la "Blue economy" del futuro poggia su pilastri precisi: infrastrutture, logistica efficiente e un'integrazione spinta con il settore della subacquea. "È necessario anche puntare sulla promozione della cultura del mare," ha aggiunto il Presidente, evidenziando come la formazione sia la chiave per aiutare le aziende a trovare i professionisti necessari: "Occorre fare ancora di più affinché si diffonda tra giovani e non la consapevolezza di quante opportunità lavorative possono arrivare dal mare".

Sulla stessa lunghezza d'onda la Sindaca di Genova, Silvia Salis, che ha ricordato il legame viscerale tra la città e il suo scalo. Per la prima cittadina, il porto non è solo un asset economico, ma il DNA stesso dei genovesi.

“Dico sempre che chiunque abiti a Genova ha un parente, un fratello, una sorella, un marito o una moglie che lavora nel porto. Ecco perché il nostro porto è la nostra identità. La blue economy muove un milione di lavoratori, oltre 230.000 imprese e l’11% del PIL nazionale: una delle più grandi eccellenze italiane”.

La Sindaca ha lanciato un appello diretto al mondo dell'imprenditoria, definendo Genova come una città al centro di un'evoluzione senza precedenti. “Credo che un investitore accorto sappia che questo è il momento di investire a Genova, perché ora si possono prendere i posti migliori”, ha sottolineato, evidenziando come la città diventerà sempre più espressione del cambiamento necessario al Paese.

Due sono gli strumenti pratici messi in campo dall'amministrazione comunale. Da un lato c’è la Scuola delle professioni del mare, un percorso formativo focalizzato sul capitale umano. "Vogliamo creare classi di materie pratiche che diano risposta a chi cerca un lavoro sicuro, con uno stipendio che permetta di progettare una vita a Genova”, ha spiegato Salis, precisando che la scuola sarà aperta anche a chi vuole rientrare nel mondo del lavoro.

Dall’altro, grazie alla Genova Business Unit, il Comune punta a snellire le procedure per le imprese. "Dobbiamo dare risposte elastiche e nuove a bisogni nuovi”, ha concluso la Sindaca, indicando nella velocità burocratica l'alleata principale dell'impresa moderna.


 

Redazione

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