'La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.
Gius, al secolo Giuseppe Borri, ha ventiquattro anni e una biografia artistica che non segue linee dritte. Nato a Imperia, ha cominciato a scrivere sui type beats di YouTube durante il primo lockdown, a diciassette anni. Da lì in poi ha girato studi di registrazione tra Torino e Milano, poi ha preso parte al progetto de La Nuova Zena ma prima di partecipare al mixtape, si è fermato. Quasi due anni, lontano dalle uscite e dai social, a lavorare in silenzio.
"Mi sono fermato per lavorare alle canzoni offline”, dice. Una scelta controcorrente in un settore che spinge a pubblicare un singolo ogni due mesi. Ma per Gius era necessario: quel periodo di pausa è servito a costruire le fondamenta di un nuovo EP, il primo che lui considera un vero punto fermo della sua carriera, con produzioni interamente strumentali e suonate dal vivo in sala prove con una band.

Il percorso è stato anche uno spostamento di linguaggio. “Non ho mai fatto rap propriamente”, ammette. Quello che stava cercando era qualcosa di diverso: “Una contaminazione che sfoga in una ricerca cantautorale". Dopo la fase digitale delle basi preconfezionate, ha iniziato a studiare canto e chitarra, a portare i brani in sala prove, a costruire gli arrangiamenti insieme a una band. Il risultato è quello che lui stesso definisce “pop, però più analogico” che gli ha portato “maggiore consapevolezza del proprio mezzo” arrivata proprio dallo studio degli strumenti.
Le sue influenze raccontano questa doppia anima. Da una parte c'è Tedua: “Con l'Orange County Mixtape del 2016 mi ha trasmesso la sicurezza di scrivere senza seguire il cliché classico del rapper". Dall'altra, il cantautorato italiano del passato. Lucio Battisti viene citato per la creatività inesauribile e per le atmosfere; Domenico Modugno, invece, per qualcosa di più preciso: “La capacità di raccontare il territorio attraverso l'uso delle piccole immagini per raccontare i grandi temi". È in quel vecchio cantautorato, dice Gius, che ritrova il senso della propria narrazione.
Il 2026 segna il ritorno sulle scene. Un ritorno al ritmo di ‘New York’, primo brano di una nuova maturità, uscito venerdì 17 marzo.

Non è tutto. Per chi vuole ascoltarlo dal vivo, l'appuntamento è per il 2 maggio al Tutto Musica Record Store di Imperia, dove Gius si esibirà in una sessione acustica intitolata Anima in giro, a ingresso libero, dalle 18 alle 20. Il format, ispirato al Tiny Desk della NPR, punta sull'intimità: strumenti acustici, spazio ridotto, nessuna mediazione.
“L'importante per me è essere sul palco", conclude. Il viaggio di Gius è appena ricominciato, e questa volta il suono è quello delle valvole degli ampli, con un po’ di interferenza per aver disattivato la modalità offline.







