Meraviglie e leggende di Genova - 19 aprile 2026, 08:00

Meraviglie e leggende di Genova - L’ascensore di Castelletto che sale nell'ombra

Nascosto in una galleria stradale, il ‘fratello minore’ dell'ascensore più amato della Superba conduce genovesi e non solo in cima alla città, senza che quasi nessuno lo sappia

Giorgio Caproni, livornese di nascita ma genovese d'adozione, decise che il suo paradiso personale aveva una porta ben precisa: quella dell'ascensore di Castelletto. Nei suoi versi, immaginava di salirci di notte, rubando tempo al sonno, per ritrovare sul belvedere il volto di sua madre. 

La poesia è rimasta celebre, incisa persino su una targa marmorea in via Bernardo Strozzi. 

Eppure, ‘fratello minore’ dell’impianto Liberty da cui si svela una straordinaria vista di Genova, c’è un altro ascensore che collega il centro a Castelletto. Un ascensore che si nasconde, celato da una galleria, dalla storia ugualmente affascinante.

Chi entra nella galleria stradale Giuseppe Garibaldi, il tunnel che collega piazza del Portello a largo Zecca, potrebbe non far caso a un accesso laterale. Nessuna facciata in stile, solo una porta che, gioco di parole, porta a un ascensore: l’ascensore Castelletto Ponente.

Classe 1929, questo ascensore sembra racchiudere in sé l’anima prettamente genovese nel suo tenere tutto nascosto.

La storia del Ponente comincia, paradossalmente, molto prima della sua costruzione. Le prime idee per un collegamento veloce tra Portello e Castelletto risalgono al 1886, quando la Genova di fine Ottocento cominciava a espandersi lungo le alture e la pressione urbana rendeva necessari nuovi sistemi di risalita. 

Ci volle però ancora del tempo: tra il 1900 e il 1903 venne presentato un progetto dall'ingegner Sertorio e da Saligeri, che proponevano una linea tranviaria elettrica mista ad ascensore funicolare, progetto poi scartato a favore di una soluzione più semplice. Nel 1906 venne fondata la società Lift, con titolari l'ingegner Sertorio e l'ingegner Stigler, e il 20 dicembre 1909 fu inaugurato il primo ascensore di Castelletto, quello di Levante.

Qualche anno dopo, nel 1918, veniva proposta la costruzione di un nuovo ascensore tra piazza Zecca e Spianata Castelletto, in risposta al notevole volume di traffico di passeggeri della zona. Non era un capriccio ma una necessità: i genovesi che abitavano e lavoravano sulle alture di Castelletto erano molti, e un solo impianto non bastava più. La risposta arrivò undici anni dopo: nel 1929 il Ponente aprì i battenti.

L'impianto fu costruito dall'azienda meccanica Stigler, la prima società costruttrice di ascensori italiana, fondata a Milano nel 1859.

La collocazione della stazione a valle, dentro una galleria trafficata, senza luce naturale, senza affaccio sulla città, ha condannato il Ponente a una fama minore rispetto al fratello. Non ha mai ottenuto particolare favore nell'utenza a causa della poco felice collocazione della stazione a valle, raggiungibile solo attraverso la galleria stradale Giuseppe Garibaldi. Eppure, una volta dentro, tutto cambia. L'ascensore sale per 61 metri di dislivello e sbuca a pochi passi da piazza della Meridiana, a due passi da via Garibaldi. In cima, lo stesso panorama che incantò Caproni e prima ancora Camillo Sbarbaro, che nella raccolta Vedute di Genova del 1921 scrisse del belvedere di Castelletto come di un balcone spalancato dove aspettare l'amore.

La cabina in legno originale è sopravvissuta a quasi un secolo di usi quotidiani. È quella stessa quotidianità a renderlo speciale: il Levante è diventato una meta turistica, il Ponente è rimasto uno strumento.

L'ascensore ha sospeso il servizio nel marzo 2018 per consentire i lavori di ammodernamento, come previsto dalla normativa. Oltre un anno di chiusura per l’intervento che ha visto il rinnovamento dell'ascensore con la sostituzione di tutte le componenti in movimento, come argano, contrappeso e arcata, e la verifica di tutte le strutture dell’impianto.

Numerosi anche gli interventi per la sicurezza e per l’accessibilità, tutti condotti in stretta collaborazione con la Soprintendenza. La cabina in legno è stata restaurata in modo conservativo, riportata all'aspetto originale e ridotta di capienza per motivi di sicurezza antincendio. Il risultato finale è un ascensore rinnovato in termini di sicurezza, accessibilità ed efficienza energetica, che preserva al contempo l'antico fascino di impianto storico "classe 1929".

C'è qualcosa di genovese, nel profondo, nell'ascensore di Castelletto Ponente. Genova è una città che non ama mostrarsi, che si nasconde prima di lasciar vedere la meraviglia. La stessa cosa accade nell’ascensore Ponente: si attraversa il tunnel prima di trovarsi la città ai piedi.

Isabella Rizzitano

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