Attualità - 21 aprile 2026, 08:00

Cornigliano, al via la raccolta firme per la chiusura del locale in via San Giovanni d'Acri: "Risse e schiamazzi, situazione fuori controllo”

L’iniziativa del M5S in Municipio Medio Ponente nata dalle frequenti segnalazioni dei residenti su degrado e disagi notturni. Il capogruppo Trotta: “Basta insicurezza, è il momento di agire”, ma Fdl non ci sta: “Non è questo il modo di governare”. Ceraudo: “Strumenti utili a rafforzare le richieste dei cittadini”

Risse, urla nella notte, consumo di alcol in strada e interventi continui delle forze dell’ordine. Da tempo i residenti di via San Giovanni d’Acri e vie limitrofe segnalano costanti problemi legati alla presenza dell’Havana Club e ora la protesta prende forma con una raccolta firme indirizzata al Prefetto di Genova, che prenderà il via nelle prossime settimane, per chiedere un intervento diretto fino alla valutazione della chiusura del locale.

L’iniziativa è stata avviata dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle del Municipio VI Medio Ponente. Il capogruppo Matteo Trotta parla di una situazione ormai diventata quotidiana: "Basta degrado, basta insicurezza: è il momento di agire. Non si tratta di episodi isolati, ma di una vera e propria emergenza quotidiana"

Nel dettaglio, vengono segnalati "risse e tensioni frequenti, schiamazzi notturni fino a tarda ora, rifiuti abbandonati e degrado urbano, consumo di alcol in strada e continui interventi delle forze dell’ordine", una condizione che secondo il M5S "sta mettendo in ginocchio residenti, famiglie e attività commerciali".

Da qui la richiesta al Prefetto: un intervento immediato "fino alla valutazione della chiusura del locale responsabile delle criticità". "La sicurezza non è negoziabile, il rispetto delle regole non è facoltativo", aggiunge Trotta, sottolineando come la raccolta firme sia "una richiesta chiara dei cittadini che vogliono tornare a vivere serenamente il quartiere".

Critica la posizione di Fratelli d’Italia, che attacca l’iniziativa e il ruolo del Municipio: "Le firme non bastano, servono interventi concreti". Secondo i consiglieri, la raccolta firme "appare più come un tentativo di cavalcare il malcontento che una reale assunzione di responsabilità amministrativa".

FdI ricorda come il locale sia già stato oggetto di controlli e sanzioni e sottolinea che i problemi sono noti da tempo: "Episodi di degrado, schiamazzi notturni, abuso di alcol e comportamenti violenti stanno compromettendo la vivibilità di un’area densamente abitata". Annunciata anche una nuova interrogazione sul tema.

A replicare è il presidente del Municipio VI Medio Ponente, Fabio Ceraudo, che difende l’operato dell’ente: "Le competenze in materia di ordine pubblico e sicurezza non sono affidate ai post indignati, ma all’Autorità di Pubblica Sicurezza, rappresentata da Prefettura, Questura e Forze dell’Ordine".

Ceraudo chiarisce che il Municipio "non fa polizia, ma svolge un ruolo essenziale di segnalazione, documentazione e coordinamento. Ruolo che noi abbiamo esercitato", e difende la raccolta firme: "Sono strumenti di partecipazione attiva che rafforzano le richieste dei cittadini. Non certificano fallimenti: certificano democrazia".


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