Politica - 21 aprile 2026, 15:36

Bilancio, la replica di Salis e Terrile: “Altro che avanzo, abbiamo ereditato macerie e debiti occulti"

La Sindaca attacca: “AMT ha 280 milioni di debiti”. Il vicesindaco avverte: “Senza l'aumento IMU avremmo rischiato il dissesto. I 45 milioni sono già impegnati per scuole e stipendi”

Bilancio, la replica di Salis e Terrile: “Altro che avanzo, abbiamo ereditato macerie e debiti occulti"

È scontro tra maggioranza e opposizione sul tema del bilancio del Comune di Genova.

Dopo le accuse mosse dalla minoranza di centrodestra che ha parlato di ‘buco fantasma’ e ‘narrazione tossica’, non si è fatta attendere la risposta della giunta. La sindaca Salis e il vicesindaco Terrile hanno dipinto un quadro finanziario ‘drammatico’, ereditato dalla precedente amministrazione.

La Sindaca Salis ha respinto alle opposizioni le accuse di superficialità nella comunicazione. “Per un anno ci hanno raccontato che con AMT ci consegnavano un gioiellino, invece ci sono 280 milioni di debiti”, ha attaccato la prima cittadina, rivelando che l'attuale amministrazione ha dovuto impegnare d'urgenza 22 milioni di euro sulla parte corrente per coprire spese impreviste.

Sapete quante cose ci potevamo fare con quei 22 milioni? Non le facciamo perché vanno a coprire il ‘gioiellino' che ci hanno lasciato”. Ancora, sul tema del Carlo Felice, Salis prosegue: “Il presidente Bucci diceva che stava benissimo, ora scopriamo che il previsionale del 2025 era fuori di 2 milioni rispetto alla spesa effettiva”. Poi affonda: “Io eviterei di mettermi in ridicolo con queste conferenze stampa perché la situazione è attenzionata da diversi organi di controllo”.

Secondo Salis, chiudere con un avanzo di soli 2,5 milioni su un bilancio di 850 milioni è il segno di un comune che ha dovuto “tirare il freno a mano negli ultimi mesi per evitare il disavanzo” e i conseguenti controlli degli organismi di vigilanza. 

Ancora, su Euroflora e Porto Antico, la prima cittadina ricorda che nel primo caso la perdita operativa dichiarata è di 1,7 milioni di euro mentre per l’expo, la Porto Antico ritiene di avere un credito nei confronti del COmune per un altro milione per lavori fatti. “Sono soldi che dobbiamo metterci noi. Alcune esternazioni stupiscono molto da chi dovrebbe conoscere la situazione”

Il vicesindaco Alessandro Terrile ha fornito i dettagli tecnici che giustificherebbero l'allarme lanciato a inizio mandato. “Non è vero che esistono denari che possiamo spendere”, ha spiegato Terrile, precisando che al 1° gennaio 2026 il Comune si è trovato con 13,6 milioni in meno rispetto all'anno precedente, a fronte di una "marea di spese in più”.

“Se bin avessimo agito sull’IMU - ha spiegato - avremmo meno risorse per 19 milioni. Quando abbiamo apportato la modifica gli uffici non erano favorevoli e si temeva di mettere a rischio l’equilibrio di bilancio. Nel rendiconto ci sono 17 milioni e mezzo, di quei 44, che sono gli scatti contrattuali dei dipendenti del Comune, 5 milioni sono premi di produzione. Poi c’è il fondo per le partecipate”.

“Il Comune ha degli accantonamenti che servono per pagare i servizi durante l’anno” ha continuato Terrile indicando come tra i costi figurino ancora 10 milioni di euro di riserve per far ripartire i cantieri della metropolitana e del Waterfront; 15 milioni per il piano trasporti AMT per il 2026 e richieste minoritarie da parte di enti e fondazioni.

Terrile ha inoltre risposto duramente alla tesi della "discrezionalità" degli accantonamenti sostenuta da Piciocchi. “Se tu prendi quei 44 milioni e li restituisci a qualcuno, non puoi aprire gli asili, non puoi pagare i servizi sociali perché sono soldi già tutti allocati". Il vicesindaco ha rivelato che gli uffici comunali ora sono contrari persino alla recente riduzione dell'aliquota, avvertendo che “se torni indietro sull'IMU, metti a rischio gli equilibri di bilancio».

Infine, sulla questione del "buco" di 50 milioni, Terrile ha chiarito che non si è mai parlato di soldi spariti, ma di un fabbisogno reale: “Ci siamo trovati a dover trovare 50 milioni in 45 giorni per chiudere l'anno. Quello era l'allarme, ed era reale". La Giunta conclude avvertendo che la situazione è tutt'altro che florida e che, senza una gestione rigorosa, il rischio di nuovi interventi fiscali a luglio resta concreto.

Isabella Rizzitano - Chiara Orsetti


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