I lavori per la mini-funivia tra Granarolo e Forte Begato dovrebbero iniziare tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, ma è proprio la struttura dell’opera a essere messa in discussione, in consiglio comunale, dall’ex sindaco facente funzione Pietro Piciocchi. “Non abbiamo mai avuto modo di discutere in aula un tema così delicato – ha detto – e mi interessa capire a che punto siamo, soprattutto dal punto di vista tecnico-giuridico”
Il nodo principale riguarda infatti la trasformazione dell’intervento rispetto al progetto originario oggetto di gara. “Parliamo di un’opera completamente diversa – ha sottolineato – e non è chiaro come sia possibile arrivarci attraverso una variante. Vorrei capire quale sia il percorso amministrativo e se siano stati coinvolti organismi come l’ANAC”.
Oltre agli aspetti procedurali, Piciocchi ha sollevato dubbi anche sull’utilità trasportistica della mini-funivia e sulla sua integrazione con il territorio. “Non è chiara la logica del collegamento, considerato il dislivello tra le aree interessate – ha aggiunto – né risulta un reale coinvolgimento dei municipi e dei cittadini, che in passato avevano già espresso forti perplessità”.
Nella sua risposta, l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante ha rivendicato il lavoro in corso, respingendo parte delle critiche. “Stiamo lavorando in accordo con le imprese e con i rispettivi tecnici e legali, insieme alle strutture comunali”.
Ferrante ha spiegato che la revisione del progetto nasce da una serie di criticità emerse negli ultimi anni: dall’aumento dei costi legato al contesto macroeconomico alla fragilità idraulica della zona del Lagaccio, fino alle osservazioni dell’UNESCO sui possibili impatti paesaggistici e sul sito dei Rolli. “Non aggiungeremo neanche un centimetro di cemento in un’area già fragile”, ha precisato.
Il nuovo assetto prevede un sistema integrato: da un lato il potenziamento della ferrovia a cremagliera Principe–Granarolo, già oggetto di interventi, dall’altro la realizzazione di un tratto funiviario ridotto tra la stazione di monte e Forte Begato. Una soluzione che, secondo l’assessore, consentirebbe di limitare l’impatto sul tessuto urbano evitando il sorvolo delle aree abitate.
Quanto all’iter amministrativo, Ferrante ha assicurato che sono in corso verifiche giuridiche sulla compatibilità della variante con il contratto d’appalto e che è stata richiesta una valutazione preliminare al Ministero della Cultura. “Attendiamo una risposta entro l’inizio di maggio – ha spiegato –. Solo a quel punto avvieremo ufficialmente il confronto con i municipi e il territorio”.
Un passaggio che non ha convinto Piciocchi, che si è detto “non soddisfatto” della replica. “Non ho ricevuto risposte sul percorso amministrativo né sui benefici trasportistici – ha concluso –. Siamo ancora fermi e il cronoprogramma annunciato appare difficilmente credibile. Inoltre, non risulta alcun reale percorso partecipativo”.






