Una vicenda partita oltre un anno fa e finita oggi in una sorta di "cortocircuito": è quella della rampa per il superamento delle barriere architettoniche in piazza Rosmini, a Marassi, dove nel giro di 24 ore si sono susseguite due risposte differenti tra municipio e Comune.
Il punto politico più recente arriva dal question time in consiglio comunale di oggi, dove la consigliera Paola Bordilli (Lega) ha interrogato l’assessore ai lavori pubblici Massimo Ferrante per avere chiarimenti su un intervento che, almeno sulla carta, era già stato avallato dall’aula.
La risposta dell’assessore è stata netta e, di fatto, ha segnato uno stop: "Non si ravvisa la necessità di intervenire e di investire economicamente". Ferrante ha spiegato che l’accesso all’area sarebbe già garantito dalla rampa carrabile di via Bertuccioni, sottolineando inoltre che parte della piazza è di proprietà privata. Ha poi evidenziato le criticità tecniche ed economiche di un eventuale intervento: opere strutturali complesse oppure un elevatore con costi superiori ai 100 mila euro.
Una posizione che però si 'scontra' con quanto emerso solo il giorno prima, giovedì 23 aprile, durante il consiglio del Municipio Bassa Val Bisagno. Qui la consigliera Sonia Paglialunga aveva presentato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere aggiornamenti su un progetto che, nei fatti, risulta fermo da mesi. "Si fa una richiesta, viene stabilito che la cosa si fa, però passano mesi e poi rimane in sospeso", aveva denunciato. E ancora: "Ad oggi nessuna notizia è più pervenuta, né a me né ai colleghi in consiglio comunale".
La risposta dell’assessora municipale Federica Arkel non parlava di stop, ma di tempi: "La progettazione esecutiva è stata temporaneamente posticipata in ragione di altre urgenze e dovrà rientrare nel piano triennale dei lavori pubblici". Una linea che lasciava intendere un rinvio, non una bocciatura.
Per capire il nodo bisogna tornare indietro. Già tra febbraio e marzo 2025 erano stati effettuati sopralluoghi tecnici, con uffici municipali e rappresentanti politici, per valutare la realizzazione di una rampa in grado di collegare la piazza con una porzione di spazio pubblico antistante la chiesa di Santa Margherita, oggi accessibile solo tramite scale.
Nel settembre 2025 il tema era arrivato in municipio con una mozione, poi non accolta nella sua forma originaria. Ma a dicembre dello stesso anno il consiglio comunale aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno, presentato dalla Lega, che impegnava l’amministrazione a procedere con progettazione e realizzazione dell’intervento, con l’obiettivo esplicito di garantire l’accessibilità agli spazi pubblici antistanti la chiesa.
È proprio su questo punto che si concentra lo scontro politico. Per la Lega, infatti, la risposta fornita dal Comune non affronta la questione reale. "Non è quello il tema: non si tratta di far arrivare i fedeli in chiesa, ma di consentire l’accesso a una piazzetta pubblica con panchine e alberi", ha chiarito Paola Bordilli durante il question time. "Oggi lì non ci può accedere assolutamente nessuno che abbia difficoltà motorie".
La capogruppo leghista ha poi insistito anche sull’origine del progetto: "Era un lavoro già avviato con il municipio precedente, con sopralluoghi fatti insieme agli uffici. Con l’ordine del giorno votato all’unanimità la speranza era che nel 2026 si procedesse con progettazione e realizzazione".
Una distinzione che, secondo l’opposizione, cambia completamente il quadro: la rampa esistente su via Bertuccioni consentirebbe sì di raggiungere la zona, ma non di accedere a quello specifico spazio pubblico, separato da una scalinata. "Stiamo parlando di uno spazio pubblico, con panchine e alberi, e non si comprende come si possa dire che non sia necessario renderlo accessibile".
Da qui l’accusa politica, condivisa anche da Paglialunga: "Siamo di fronte a un cortocircuito amministrativo imbarazzante. Comune e Municipio dicono cose diverse e nel frattempo il problema resta irrisolto". E ancora: "Una mano non sa cosa fa l’altra, e a farne le spese sono i cittadini più fragili".
Paglialunga rincara: "C’è stato un impegno preciso, votato, ma nei fatti è rimasto tutto fermo. Non è accettabile che una richiesta dei cittadini resti sospesa per mesi senza risposte chiare".
Il risultato è una vicenda che, nonostante un voto unanime del consiglio comunale, oggi appare bloccata. Da un lato il municipio che parla di priorità e tempi tecnici, dall’altro il Comune che mette in discussione l’utilità stessa dell’intervento.
Il presidente Ivaldi: "Costi elevati per la realizzazione, ci sono altre urgenze. Municipio e Comune allineati"
Sulla vicenda interviene anche il presidente del Municipio Bassa Val Bisagno Fabrizio Ivaldi, che ribadisce i limiti di competenza dell’ente e le valutazioni già espresse nei mesi scorsi. "Parliamo di un intervento con costi importanti, che non rientra nelle competenze dirette del municipio", spiega. "Si tratta di un progetto che deve essere valutato dagli uffici centrali del comune".






