Attualità - 25 aprile 2026, 14:51

25 Aprile, la sindaca Salis: “L’antifascismo non è anacronistico”

Il discorso in piazza Matteotti di fronte a diecimila persone: “Sarà un caso ma queste considerazioni arrivano sempre da quella parte politica che vuole mettere sullo stesso piano chi è morto per conquistare la libertà e chi ha ucciso per reprimerla"

25 Aprile, la sindaca Salis: “L’antifascismo non è anacronistico”

“Nel momento più buio della storia Genova ha saputo lottare insieme e quando una città decide di liberarsi da sola cambia per sempre la sua coscienza, non dobbiamo avere paura di dire che il 25 aprile è la festa della Liberazione per tutti ma non è di tutti, non può essere la festa di chi scelse la parte sbagliata della storia e ancora oggi fatica a dire da che parte sta". Lo afferma la sindaca di Genova Silvia Salis nel corso del suo intervento pubblico in piazza Matteotti per celebrare l'81mo anniversario della Liberazione.
"Non può essere la festa di chi ancora oggi usa la forza per schiacciare i popoli indifesi o di chi sostiene chi lo fa, non può essere la festa di chi fa del sopruso e della sopraffazione del più debole il suo stile di vita - ribadisce la sindaca -, non può essere la festa di chi stupra, picchia o insulta le donne. Quest'anno ricordiamo una conquista fondamentale, a giugno festeggeremo gli ottant'anni del voto alle donne, una conquista che affonda le radici proprio nella Resistenza, sì perché la lotta partigiana è anche una storia al femminile".
"Voglio rendere omaggio ad alcune di queste donne ricordando due liguri straordinarie, due partigiane, due madri costituenti, Angela Gotelli e Angiola Minella - rievoca Salis -. Gotelli lottò per abbattere l'ultimo muro del pregiudizio: quello che impediva alle donne l'accesso alla magistratura, garantendo che il merito non avesse genere. Minella, che mise al centro della nostra Carta i diritti dell'infanzia e la tutela della maternità, convinta che una democrazia potesse dirsi tale solo se capace di proteggere i più fragili e dare dignità al lavoro di cura. Due madri costituenti di cui dobbiamo raccontare le storie, tramandarle ai giovani".
"E con loro, la storia di una ragazza di Campomorone: Alice Noli - continua -. Alice lavorava in una pelletteria e sceglie di essere in prima linea nella Resistenza. Nella terra difficile tra la Val Polcevera e i monti, spesa tutta se stessa per mantenere i contatti e rifornire i compagni. La guerra era fatta anche di questo, non solo di scontri a fuoco. Nell'ottobre del 1944 fu catturata dai fascisti. Le offrirono di risparmiarle la vita in cambio dei nomi dei compagni. Alice non parlò. Scelse il silenzio per non tradire se stessa e l'idea di un futuro libero. Fu fucilata il 14 ottobre 1944".

“Prima - ha detto ancora la sindaca - dicevano che parlare di antifascismo, celebrare ed esaltare la Resistenza era divisivo, ora addirittura ci dicono che è anacronistico. Sarà un caso che queste considerazioni arrivino sempre da quella parte politica che vuole mettere sullo stesso piano chi è morto per conquistare la libertà e chi ha ucciso per reprimerla". 
"La risposta migliore, come spesso accade, l'ha già data il presidente Sergio Mattarella: 'Libertà e pace non sono elementi e dati per acquisiti una volta per tutte, sono beni resi fragili dalla dissennatezza e che richiedono consapevolezza e impegno. Si tratta di un patrimonio che deve essere custodito, fatto vivere, trasmesso alle giovani generazioni' - cita Salis -.
L'antifascismo, la Liberazione non sono anacronistici. Sono un patrimonio per cui vale la pena lottare ogni giorno. Perché non basta dire che la festa della Liberazione è tutti i giorni e non solo il 25 aprile. Bisogna avere il coraggio di essere partigiani ogni giorno. Di scegliere sempre da che parte stare. E Genova lo sa fare. Viva Genova antifascista, viva la Resistenza, viva il 25 aprile!".

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