La musica che ci gira intorno - 25 aprile 2026, 08:00

La musica che ci gira intorno - Uhla, la nuova voce della "Zena" urban

Tra ritmi latini e il melting pot di Genova, Gabriel si racconta: dai primi passi a 12 anni fino al nuovo banger "La Costa". "Spero che la mia cultura si ritagli uno spazio importante nel panorama italiano"

'La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.

Nel cuore di una scena musicale che ancora sente l’eco del grande cantautorato, cresce una nuova generazione che reinterpreta la città con occhi e ritmi diversi.

Tra loro c’è anche Garbriel, in arte Uhla, giovane artista genovese con radici latinoamericane e un sound che mescola urban, reggaeton e rap. Il suo nome d'arte è arrivato quasi per gioco: “È un’abbreviazione dell’abbreviazione - racconta - i miei amici mi hanno regalato il ciondolo, a loro è piaciuto e abbiamo deciso che sarebbe stato quello definitivo”.

La musica entra nella vita di Gabriel da bambino, complice un padre immerso nel mondo della notte e dei locali. È però a 12 anni che scatta qualcosa di più concreto. Un approccio alla scrittura in cui i testi, ancora acerbi, erano già connotati da una grande energia.

Mappazzoni di robe metà in italiano e metà in inglese” continua a raccontare Uhla. Con il tempo, la passione si affina: il rap americano di 50 Cent ed Eminem diventa una bussola estetica e stilistica, finché a 17 anni Gabriel varca per la prima volta la soglia di uno studio di registrazione.

L'esordio ufficiale arriva in un momento tutt'altro che semplice. “La mia prima canzone è uscita il 14 febbraio del 2020”, una data che tutti e tutte si ricordano: l’Italia si stava per fermare. Ma Uhla non resta fermo: “Durante la quarantena mi registravo con il telefono su basi già edite e chiedevo ai follower di consigliarmi altre basi su cui rappare tramite il box delle domande su Instagram”. Una risposta creativa alle restrizioni che gli vale i primi fan e gli insegna il valore dell'adattamento. Tuttavia è solo dal gennaio del 2024 che, per sua stessa ammissione, inizia a prendere la musica “realmente sul serio”, dedicandosi con cura all'intero immaginario artistico: outfit, video, identità visiva.

Il mondo sonoro di Uhla guarda decisamente oltre l'Atlantico. Bad Bunny è "una fonte di ispirazione incredibile”, affiancato da icone della scena latina come Daddy Yankee e Don Omar. Eppure il materiale grezzo da cui nascono le sue canzoni è tutto locale, quotidiano, vissuto: “La mia più grande fonte di ispirazione è la mia quotidianità, i miei amici, le mie esperienze e le mie abitudini”.

Brani come Bandolero, diventato anche il nome del suo team, e Parsero affrontano temi come l'amicizia e la fiducia in sé stessi. Ma è nella rappresentazione di Genova che Gabriel trova la sua cifra più autentica: "Parlare di integrazione. Dove c'è integrazione, c'è anche emarginazione. Sono argomenti che hanno circondato me e la mia famiglia da tutta la vita".

Il nuovo singolo La Costa, che Uhla stesso definisce un “banger” (un genere caratterizzato da rime d’impatto e beat incalzante n.d.r.) e sonorità e un “esercizio di stile”, già rodato e con ottimi riscontri dal vivo, segna un ulteriore passo avanti nella costruzione della sua identità artistica. Ma l'ambizione di Uhla va oltre le classifiche: “Spero che la mia musica venga capita e che la mia cultura si ritagli uno spazio importante nel panorama italiano, perché fa parte della quotidianità di tutti”.

Nel melting pot di una Genova sempre più plurale, Uhla non vede un ostacolo ma una ricchezza. E chiude con un desiderio che è, al tempo stesso, manifesto: “Spero di essere capito per la mia musica. Questo è il mio obiettivo principale”.

Isabella Rizzitano - Chiara Orsetti

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