Attualità - 27 aprile 2026, 14:02

Capodanno, il Tar annulla la gara per il concerto con i Pinguini Tattici Nucleari: il Comune pronto al ricorso

Accolta l’istanza della società esclusa Duemilagrandieventi: ritenuta illegittima l’anticipazione della richiesta dei contratti con gli artisti. Tursi dovrà riavviare la procedura entro 10 giorni. Salis: “Non siamo d’accordo, pensiamo di aver operato con la massima correttezza: ricorreremo al Consiglio di Stato”

Foto Rst Events

Foto Rst Events

Il Tribunale amministrativo regionale della Liguria ha annullato la gara con cui il Comune di Genova aveva affidato l’organizzazione del concerto di Capodanno in piazza della Vittoria, quello che lo scorso 31 dicembre ha portato sul palco i Pinguini Tattici Nucleari davanti a oltre 50mila persone.

I giudici hanno accolto il ricorso presentato dalla società Duemilagrandieventi, inizialmente classificata al primo posto e poi esclusa dalla procedura a seguito della verifica di una presunta anomalia dell’offerta. Contestazione legata, in particolare, alla mancata presentazione di contratti di ingaggio già sottoscritti con gli artisti.

Secondo il Tar, però, l’esclusione è illegittima: il disciplinare prevedeva infatti che tali contratti dovessero essere prodotti solo al momento dell’aggiudicazione e non nella fase precedente di verifica dell’offerta. Il Comune, anticipando questa richiesta, ha di fatto introdotto un criterio non previsto, utilizzandolo per estromettere la società.

L’appalto era stato poi assegnato alla società genovese Rst Events, con un importo di circa 736mila euro (al ribasso rispetto alla base d’asta di 740mila), cifra che, considerando l’eventuale replica dell’evento nel triennio, avrebbe portato il valore complessivo della commessa a superare 1,7 milioni di euro. Il costo effettivo della serata del 31 dicembre si è attestato intorno agli 898mila euro, Iva inclusa.

Alla luce della sentenza, e considerando che il contratto non ha esaurito i suoi effetti con l’evento già svolto, il Comune dovrà riavviare la procedura entro dieci giorni, adeguandosi ai rilievi indicati dal tribunale. Per ora dichiarata inammissibile la richiesta di risarcimento, che potrà essere eventualmente rivalutata dopo il nuovo iter.

“Non siamo d’accordo e faremo ricorso al Consiglio di Stato – ha commentato la sindaca Silvia Salis –. Pensiamo di aver operato con la massima correttezza e siamo convinti che gli uffici abbiano lavorato al meglio. Non credo che ci saranno risarcimenti rilevanti, ma sono dinamiche che possono accadere nell’attività amministrativa”.

Redazione

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