Diciannove sacchi di spazzatura: plastica e indifferenziata soprattutto, ma anche vetro e rifiuti ingombranti.
È il risultato della pulizia organizzata nel fine settimana all’interno del Parco urbano del Lagaccio dall’associazione Legambiente Polis insieme a La Casa nel Parco. Un’attività di rispetto per l’ambiente che però avviene in seguito a un problema strutturale: manca un servizio stabile di pulizia del parco.
C’è infatti solamente un incarico dato a una cooperativa di svuotare i cestini, ma tutto quello che viene gettato per terra resta lì. Una situazione ereditata dalla precedente amministrazione, che rende però necessario un cambio di passo urgente.
«Il parco è grande, serve cura e attenzione ma molte persone gettano per terra rifiuti di ogni genere», spiega Daniele Salvo, presidente di Legambiente Polis. «Noi stimoliamo un uso responsabile del parco e continueremo a farlo», aggiunge Lucia Tringali, responsabile della Casa nel Parco, l’associazione che gestisce Casa Gavoglio. «Ma serve più aiuto dalle istituzioni. Come prima azione nella Casa di quartiere vennero comprati i bidoni della raccolta differenziata per la piazza e organizzato iniziative dedicate al tema. Nel parco manca anche la raccolta differenziata, che è stata progettata ma non realizzata. Questo vanifica il tentativo educativo di distinguere i rifiuti».
La questione dei rifiuti si inserisce nel contesto dei problemi del Parco del Lagaccio: i servizi igienici senza porte, le sedute rovinate, spaccate o divelte, le transenne abbandonate, l’inesistenza di un’area cani che rende i prati pieni di escrementi e buche. «Siamo fiduciosi che l’amministrazione prenda in carico la situazione», concludono Tringali e Salvo. «Il parco è un bene prezioso per la città e merita di essere curato».







