È ufficiale il sostegno finanziario all’ex Ilva: il prestito ponte da 149 milioni di euro previsto dal decreto-legge 180/2025 è stato autorizzato con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Una misura ritenuta necessaria per fronteggiare la crisi di liquidità che sta colpendo sia Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, responsabile della produzione, sia Ilva in AS, proprietaria degli impianti.
Alla base del via libera ci sono le segnalazioni inviate a metà marzo dai commissari straordinari, che hanno evidenziato l’urgenza di risorse per evitare il blocco delle attività e salvaguardare le trattative in corso per la cessione degli stabilimenti. Senza un intervento rapido, il rischio – nero su bianco – sarebbe stato quello di compromettere l’intero percorso di vendita.
Il finanziamento, concesso “a titolo oneroso” secondo quanto previsto dalla normativa, si inserisce proprio in questa fase delicata. Due i soggetti attualmente in corsa per l’acquisizione: Flacks Group e Jindal Steel International. Entrambi hanno formalizzato la disponibilità a farsi carico dell’eventuale rimborso del prestito qualora il ricavato della futura vendita non fosse sufficiente a coprirlo, elemento che ha contribuito a rafforzare la decisione del ministero.
Parallelamente al dossier finanziario, si muove anche il fronte industriale e dell’innovazione. A Taranto, Acciaierie d’Italia ha siglato un accordo con la Fondazione “Istituto di ricerche Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile” per sviluppare progetti congiunti su ricerca applicata e trasferimento tecnologico. L’intesa punta a rafforzare il percorso già avviato su temi chiave come sostenibilità ambientale, efficientamento energetico, decarbonizzazione e digitalizzazione.
Tra gli ambiti individuati figurano anche l’utilizzo dell’idrogeno, l’impiego di combustibili sostenibili, la valorizzazione dei sottoprodotti industriali e lo sviluppo dell’economia circolare. L’obiettivo dichiarato è trasformare il sito di Taranto in un polo di riferimento per le tecnologie legate alla transizione energetica.
“La collaborazione potenzierà le iniziative di ricerca a supporto dell’innovazione di processo e prodotto e della transizione verde e digitale”, ha spiegato il direttore generale di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, Maurizio Saitta. Sulla stessa linea il presidente del Tecnopolo, Antonio Messeni Petruzzelli, secondo cui “la sinergia tra istituzioni, imprese e ricerca può generare un ecosistema fondato sullo sviluppo sostenibile”.
Il doppio binario, sostegno finanziario e rilancio industriale, segna dunque un passaggio chiave per il futuro dell’ex Ilva, sospeso tra l’urgenza di garantire la continuità operativa e la necessità di ridefinire il proprio modello produttivo in chiave sostenibile.






