Politica - 27 aprile 2026, 13:56

Gronda, Rixi: “Suddivisione in lotti per accelerare, non possiamo aspettare all’infinito"

Il viceministro al Mit punta a sbloccare l'opera partendo da Levante: “Priorità a Genova Ovest e Bolzaneto. Autostrade presenti impegni precisi senza aumentare i pedaggi”

Immagine di repertorio

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Partire il prima possibile per evitare che i tempi di realizzazione, attualmente stimati tra i 12 e i 15 anni, diventino insostenibili per il territorio. Il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, ha delineato a Genova la nuova strategia per la Gronda, confermando l'ipotesi di una suddivisione dell'opera in lotti funzionali.

Rixi ha espresso insoddisfazione per lo stato della documentazione: “Noi è dal 2024 che scriviamo, siamo arrivati ai documenti finali che non sono stati mai prodotti da Autostrade”. La fretta è dettata anche da ragioni logistiche legate alla nuova Diga di Genova: “Una parte della terra doveva andare a finire anche dentro la diga. La diga verrà finita e se non partono i cantieri bisogna trovare altri posti di conferimento”.

A pesare sul vecchio tracciato sono anche nuove evidenze geologiche. Il viceministro ha rivelato che “c'è una parte rilevante nel vecchio tracciato di presenza di amianto e di pressioni paragonabili a quelle riscontrate nel tunnel del Terzo Valico”. Per questo il Mit ha chiesto ad Autostrade di valutare ipotesi costruttive più semplici che permettano di accelerare i lavori.

L'idea è quella di superare il concetto di "lotto unico" per intervenire dove l'urgenza è maggiore. "La parte di Levante sarebbe la prima a partire sicuramente”, ha dichiarato Rixi, spiegando che la priorità numero uno riguarda la galleria verso Bolzaneto, che necessita di manutenzione continua, e le intersezioni sul Nodo di Genova e sulla nuova piattaforma di Genova Ovest. Parallelamente, si punta a individuare un sistema per liberare una delle due direttrici tra Voltri e Genova Ovest, tratte che richiedono un rifacimento integrale.

Un punto fermo della posizione governativa riguarda il costo per i cittadini e le imprese: “Vogliamo la realizzazione di un'opera che non impatti sui pedaggi autostradali dei genovesi, dei liguri, ma anche di tutta la catena dell'autotrasporto pesante”. Rixi ha ribadito che i pedaggi non possono essere incrementati in un momento di tale difficoltà economica.

La palla passa ora al concessionario, in concomitanza con il rinnovo del piano economico finanziario attualmente al vaglio della Commissione Europea. “Nelle more dell'autorizzazione vogliamo che il concessionario si prenda impegni precisi”, ha concluso Rixi, sottolineando che l'obiettivo non è un vantaggio politico, ma "garantire in futuro l'accessibilità autostradale al mondo di Genova”.

Redazione


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