Attualità - 29 aprile 2026, 13:38

La Fondazione Gigi Ghirotti acquista l’Hospice Albaro, un investimento da 2,5 milioni per il futuro delle cure palliative

L’operazione garantirà stabilità e nuovi servizi nel polo di via Montallegro. Henriquet: “C’è molto da fare quando non c’è più niente da fare”. Lanciata una raccolta fondi triennale rivolta alle imprese

Immagine di repertorio

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Continua l’impegno della Fondazione Gigi Ghirotti Genova ETS nel mondo delle cure palliative. 

È di oggi, infatti, l’annuncio dell’avvio del progetto per l’acquisizione della struttura che ospita l'Hospice Albaro, in via Montallegro 50. Si tratta di un investimento ambizioso da oltre 2,5 milioni di euro, che la Fondazione punta a coprire attraverso un piano triennale di donazioni (2026-2028), per garantire stabilità nel tempo all’offerta di cure palliative sul territorio.

Il progetto, nato da una visione del Prof. Franco Henriquet, è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Fondazione Carige, che cede l’immobile dopo averlo concesso in uso gratuito alla Ghirotti per oltre 15 anni. La struttura, vincolata alla destinazione per cure palliative, era stata precedentemente ristrutturata dalla stessa Ghirotti.

“È un passo fondamentale per il futuro delle cure palliative a Genova”, ha sottolineato il Prof. Henriquet. “La nostra missione per Genova e i genovesi è sempre più aperta ad ascoltare nuovi bisogni e dare risposte concrete. Con il Progetto Hospice Albaro daremo alla nostra comunità ancora maggiori certezze e aumenteremo la nostra attività a sostegno di chi ha più bisogno. Perché c’è molto da fare, quando non c’è più niente da fare”.

Il Presidente di Fondazione Carige, Lorenzo Cuocolo, ha spiegato: “Quando la Gigi Ghirotti ha manifestato il desiderio di acquisire l’immobile è stato avviato un percorso condiviso per individuare le migliori condizioni per il trasferimento della proprietà. La Ghirotti rappresenta un presidio prezioso, soprattutto per la grande umanità del prof. Henriquet”.

Dal 1984 a oggi, la Fondazione è diventata un pilastro del sistema sanitario locale. Ogni anno vengono assistiti 2.000 pazienti e famiglie, grazie all'impegno di 95 professionisti e oltre 280 volontari. L’Hospice Albaro dispone di 18 posti letto (13 per cure palliative e 5 per patologie neurodegenerative come la SLA) e nel solo 2024 ha accolto 198 pazienti. A questa realtà si affianca l’Hospice di Bolzaneto, il primo aperto in Liguria nel 2002, che ospita anche il progetto “Cafè Alzheimer”.

Con l’acquisizione, la Fondazione potrà disporre di 548 mq aggiuntivi, raggiungendo una superficie totale di 4.401 mq. Questi spazi permetteranno la creazione di un vero e proprio Polo Sanitario, con attività terapeutiche, supporto psicologico specializzato e un potenziamento dell’assistenza domiciliare.

La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha commentato: "Il progetto di acquisizione dell’Hospice Albaro è una scelta di grande responsabilità verso il futuro, significa consolidare un presidio fondamentale per Genova. Sostenere la Gigi Ghirotti significa investire in una Genova sempre più capace di prendersi cura delle sue fragilità”. Anche il Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha lodato l'iniziativa: “L’acquisizione dell’Hospice Albaro non è soltanto un investimento strutturale, ma un atto di responsabilità e di amore verso la comunità ligure. Significa dare continuità e forza a un’esperienza unica”.

Per finanziare l’operazione, la Fondazione ha lanciato un appello al mondo imprenditoriale. Le aziende potranno "acquistare" simbolicamente dei metri quadri di cura (da 25.000 euro per 50 mq fino a 150.000 euro per 300 mq), beneficiando di deduzioni fiscali.

La solidità del progetto è supportata dalla Valutazione di Impatto Sociale (metodologia SROI): nel 2025 è emerso che per ogni euro investito la Fondazione produce un impatto sociale di 3,3 euro, dato certificato da Deloitte.

A settembre aprirà presso l’Hospice di Albaro un nuovo Ambulatorio per la terapia del dolore, realizzato grazie al contributo della Fondazione Passadore 1888. Il servizio offrirà risposte diagnostico-terapeutiche a pazienti oncologici e non, riducendo i tempi di attesa e includendo anche servizi di telemedicina per i pazienti residenti nei Comuni dell’entroterra più difficili da raggiungere.


 

Redazione

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