Ne servivano tre per suggellare con l'aritmetica i conti della salvezza già nella serata di Bergamo. Dalla trasferta contro l'Atalanta il Genoa ne porta via solo uno, che lo proietta a quota 40 punti e che potrebbe comunque valere la matematica della permanenza tra due giorni. Dipenderà dal risultato della Cremonese contro la Lazio, ma poco importa alla fine: se De Rossi ai suoi aveva chiesto in questo finale di continuare a dare il massimo per misurarsi con se stessi e la propria voglia di ambiare in alto, le risposte dallo 0-0 della New Balance Arena sono positive.
Non solo perché si ferma la striscia rossa dei rossoblù contro i nerazzurri, ma soprattutto perché negli oltre novanta minuti bergamaschi, che sanno di sgambetto nella corsa europea dei ragazzi di Palladino, la prestazione per abnegazione e concentrazione è, se non esemplare, molto vicina ad esserlo.
Il tecnico sceglie di dare ancora continuità con la terza chance consecutiva dall'inizio per Amorim a fare coppia con Frendrup in mezzo al campo, mentre ci sono sia Ekhator che Vitinha ad affiancare Colombo nel tridente offensivo. E nel tridente sono anche le sorprese del tecnico casalingo, con Krstovic preferito a Raspadori dall'inizio insieme a Scamacca e De Ketelaere, leggermente spostato a sinistra dove agisce anche Zalewski.
Ed è da lì che nascono i maggiori pericoli della Dea nella prima frazione di gioco, per lo più con una serie di cross tutti ben controllati dalle uscite sicure di Bijlow, che si crea quasi da solo il maggior pericolo per la propria porta con un rischioso passaggio verso Østigård intorno alla mezz'ora di un primo tempo intenso ma avaro di tiri in porta, col Grifone a giocarsela uomo su uomo con coraggio e qualche piccola imprecisione. La conclusione più pericolosa, dopo che Ahanor in proiezione offensiva sugli sviluppi di un piazzato manca di un soffio la deviazione sottoporta in acrobazia al minuto 11', è comunque di marca rossoblù e arriva al 32', con Ekhator - il più brillante dei suoi - murato però da Scalvini. E' poi Bijlow a dire no al 39' al diagonale stretto di De Ketelaere, bloccando la sfera.
Non un caso che i primi cambi, per entrambi i tecnici, nella ripresa arrivino sul fronte offensivo. Prima è Ekuban a sostituire Colombo per i genovesi, poi è Palladino a richiamare uno Scamacca annullato da Østigård con Raspadori. Ed è proprio quest'ultimo al 62' a impegnare un Bijlow che non trattiene la gran botta dal limite di Ederson, sciupando per fortuna del Genoa il tap in da due passi sparandolo addosso all'estremo olandese.
I ritmi comunque non decollano, nonostante i cambi davanti si facciano sempre più numerosi da ambo le parti, col Genoa che mette dentro l'esperienza di Malinovskyi e Messias e gli orobici a puntare su Pasalic e Samardzic. Però è ancora l'attaccante della Nazionale ex Sassuolo e Napoli a essere il più pericoloso dei suoi – e non solo – al 78' calciando da fuori a giro trovando però la traversa a dirgli di no in quella che è poi anche l'ultima vera occasione da ambo le parti, con De Rossi che però rimedia la brutta notizia di un nuovo infortunio a Messias, che stringe i denti e arriva in fondo ma con una vistosa fasciatura su di una coscia, liberando in area l'ultimo corner che aveva riesumato i fantasmi della sfortunata sfida dell'andata.
IL TABELLINO
ATALANTA-GENOA 0-0
Reti:
Atalanta (3-4-1-2): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti (57' Hien), Ahanor; Zappacosta (85' Musah), De Roon (76' Pasalic), Ederson, Zalewski; De Ketelaere (76' Samardzic); Scamacca (57' Raspadori), Krstovic.
A disposizione: Rossi, Sportiello; Kossounou, Bakker, Sulemana, Bellanova, Kolasinac.
Allenatore: R. Palladino
Genoa (4-4-2): Bijlow; Marcandalli, Østigård, Vasquez; Ellertsson, Amorim (70' Malinovskyi), Frendrup, Sabelli (86' Martin); Vitinha (86' Masini), Ekhator (69' Messias); Colombo (56' Ekuban).
A disposizione: Leali, Sommariva; Zätterström, Onana, Otoa, Cornet, Latif.
Allenatore: D. De Rossi
Arbitro: I. Pezzuto






